mercoledì 18 aprile 2018

Dopo 70 anni è ora della verità storica





di Antonio Pocobello

Ci avviciniamo al 25 aprile e dopo 70 anni penso che è giusto smascherare una infinità di bugie e falsità storiche scritte e dette da chi aveva fatta diventare l'Italia da una Nazione sovrana a colonia anglo-USA con il vile trattato di pace di Parigi.

Imposto diktat più che un vero trattato, vilmente tenutoci ancora nascosto, come alcune clausole restate segrete.
Accettare le clausole 16 e 17 è stato un errore gravissimo come ebbe a denunciare anche l'antifascista Benedetto Croce. Sono queste due clausole che fanno i traditori eroi ed i veri eroi traditori.
E sono queste clausole che ci obbligano  all’antifascismo, che non è dato dalla Costituzione come millantano ancora oggi.

Leggete i link e capirete.

Ed allora chi ama la verità e vuole tentare di riavere la sovranità politica, la sovranità monetaria e sociale non può non fare a meno di leggere e condividere questi miei link.
Resto disponibile per eventuali chiarimenti.

LE PRINCIPALI CLAUSOLE DEL TRATTATO DI PACE DEL 1947
http://pocobello.blogspot.it/2009/10/le-principali-clausole-del-trattato-di.html

RATIFICA DEL TRATTATO DI PACE BENEDETTO CROCE: DISCORSO
http://pocobello.blogspot.it/2010/01/ratifica-del-trattato-di-pace-benedetto.html

Perché la Costituzione italiana non è giuridicamente antifascista.
https://pocobello.blogspot.it/2018/04/perche-la-costituzione-italiana-non-e.html

Dalla guerra civile alla realtà istituzionale: un pacco vuoto.
CHI VOLLE LA GUERRA CIVILE E PERCHE'?
Due parole sul 25 aprile
25 APRILE, FU VERA GLORIA?
Quello che non si deve dire: C.L.N.A.I. E Alleati: Un contratto Mercenario
Così parlò Benjamin Freedman
La Guerra di Hitler? O dei Banchieri?

E da fascista della RSI mi sia concesso di dire la mia spiegando bene la differenza tra noi ed i partigiani.
E questo è quanto abbiamo lasciato insieme ad alcuni antifascisti non servi come la DC degli anglo-USA e del PCI servi dell’URSS ma nazionalisti come noi fascisti.
FASCISMO E ANTIFASCISMO PER UNA NUOVA COSTITUZIONE
http://pocobello.blogspot.it/2010/01/fascismo-e-antifascismo-per-una-nuova.html

Perché la Costituzione italiana non è giuridicamente antifascista.


di Federica Ciampa.

“La Costituzione è antifascista” è uno degli slogan maggiormente presenti nei salotti radical chic; è blaterato nelle manifestazioni dei centri sociali; è starnazzato dalle urlanti femministe contemporanee; è borbottato nei cortei una decina di spettri decomposti dell’ANPI: insomma lo slogan in questione, utilizzato da tutta la “cultura” – virgolette non casuali – di sinistra, costituisce una sorta di dogma, il quale, secondo i soggetti di cui sopra, è, molto democraticamente, inattaccabile, non lasciando spazio a critiche di nessun tipo.
Tuttavia, le critiche che si possono muovere a questo assunto sono molteplici ed ora che certa intellighenzia di sinistra se ne faccia una ragione.
Innanzitutto, la Carta Costituzionale risulta essere antifascista solo ed esclusivamente da due punti di vista: il primo è quello storico, in quanto la sua formazione è avvenuta dopo la caduta del regime fascista. Il secondo riguarda la disposizione transitoria e finale XII, la quale prescrive che:
“E’ vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista.
In deroga all’articolo 48, sono stabilite con legge, per non oltre un quinquennio dalla entrata in vigore della Costituzione, limitazioni temporanee al diritto di voto e alla eleggibilità per i capi responsabili del regime fascista.”
Questa disposizione stabilisce, innanzi tutto, il divieto di riorganizzare il Partito Nazionale Fascista; inoltre, vi è anche una deroga parziale, transitoria, temporanea e, di conseguenza, non costante, degli artt. 48 e 49 Cost., che riguardano i diritti politici degli italiani: la deroga prevede una limitazione, per non oltre un quinquennio, del diritto di voto attivo e passivo nei confronti degli esponenti dell’ex regime fascista. Inoltre, “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.” (art. 21 Cost.).
Questi diritti di libertà prevalgono nella Costituzione sulle disposizioni transitorie. Infatti, i padri costituenti hanno volutamente differenziato i 139 articoli propriamente costituzionali dalle disposizioni transitorie e finali: la ratio della differenziazione sta nell’evitare di creare equivoci e fusioni tra le due tipologie di norme presenti nella stessa Costituzione. Dunque, se all’epoca ci fosse stata veramente la volontà di dare una qualsivoglia valenza antifascista alla nascente Costituzione, i padri costituenti avrebbero provveduto a ciò attraverso un apposito articolo propriamente costituzionale e non certo attraverso una norma transitoria. In ogni caso, la norma transitoria non avrebbe comunque potuto confliggere eternamente con il già citato articolo 48.
Inoltre, il 26 dicembre 1946 nacque il Movimento Sociale Italiano (MSI) costituito da alcuni reduci della Repubblica Sociale Italiana e la cui prima segreteria fu ricoperta da Giorgio Almirante. L’MSI partecipò regolarmente e lecitamente alle prime elezioni nazionali del 1948, anno in cui entrò in vigore anche la stessa la Costituzione: il Movimento ottenne diversi parlamentari e, a riguardo, non ci fu nessuna obiezione di tipo giuridico-legale né da parte dei padri costituenti, né da parte di altri soggetti interessati.
Insomma il pensiero è libero, anche se si richiama al fascismo. Ma a questo punto occorre chiedersi che cosa sia veramente vietato.
La stessa coltissima sinistra, per avvalorare la tesi dell’illegittimità del pensiero che richiama valori del fascismo, è solita chiamare in causa la legge Scelba, che doveva essere la legge di attuazione del primo comma della disposizione transitoria e finale XII: tuttavia, anche qui, vi sono non poche obiezioni da sollevare. Innanzitutto, la l.n. 645/1952 punisce chi “persegue finalità antidemocratiche proprie del partito fascista”; però, con ogni evidenza, coloro i quali, a partire dall’MSI si sono definiti fascisti, hanno sempre partecipato legalmente e legittimamente al processo democratico, non volendo mai sovvertire la Forma di Governo repubblicana dell’Italia. In secondo luogo, la legge Scelba sanziona “chiunque pubblicamente esalti esponenti, princìpi, fatti o metodi del fascismo, oppure le sue finalità antidemocratiche”: nondimeno, la Corte Costituzionale, con la sentenza n. 1/1957, ha precisato che l’apologia di fascismo non è punibile se consiste in una semplice “difesa elogiativa”.
Insomma non solo il pensiero non è mai contrario alla Costituzione, ma esso può essere manifestato da partiti in qualsiasi forma, purché si agisca nel rispetto delle forme di partecipazione democratica alla vita politica del Paese.
In conclusione, radical chic, centri sociali, femministe urlanti e ANPI è meglio che si mettano l’anima in pace: la Costituzione non è antifascista, semmai è repubblicana. Inoltre, chiunque si definisca fascista, di estrema destra o di destra sociale, può tranquillamente candidarsi e partecipare al procedimento democratico, al pari di chi appartiene ad altre estrazioni politiche: la Carta Costituzionale non punisce le idee.

TRATTO DA:
http://giovaniadestra.it/2017/12/30/perche-la-costituzione-italiana-non-giuridicamente-antifascista/

Consulente Intelligence Nato: «Ecco perché il potere ha fabbricato i 5 Stelle»




venerdì 13 aprile 2018

Il Duce governò col consenso. E De Felice lo ha dimostrato


Il monumentale studio del ricercatore risultò ben documentato e inaccettabile. Ma negli anni '70 era inaccettabile. Pansa e Pavone ne hanno seguito le orme.

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Sono pochissimi i libri di storia diventati essi stessi un fatto storico. È il caso della biografia di Mussolini scritta da Renzo De Felice, uscita in otto volumi da Einaudi fra il 1965 e il 1997 (l'ultimo, postumo e incompleto).

 

Più che una biografia è una storia del fascismo, e il grande merito di De Felice fu basare i suoi studi sui documenti e non su pregiudiziali ideologico/politiche, pro o contro. Sembra ovvio, trattandosi di storia, ma all'epoca non lo era. I primi tre tomi (Il rivoluzionario e Il fascista, dal 1883 al 1929) avevano semplicemente disturbato la dominante storiografia di sinistra. Il quarto ebbe un effetto dinamitardo: le quasi mille pagine di Mussolini il duce. Gli anni del consenso, 1929-1936 uscirono nel dicembre del 1974 e la loro tesi di fondo provocò polemiche a non finire. Vi si sosteneva, e vi si dimostrava, che il regime godette per un lungo periodo di una straordinaria partecipazione popolare. Oggi è un dato acquisito (malvolentieri) anche dalla storiografia più schierata a sinistra, però a quei tempi De Felice venne addirittura accusato di filofascismo: lui, ebreo liberale che fino a allora si era occupato soprattutto della Rivoluzione francese.Visto che non tutti potevano affrontare quelle mille pagine, nel 1975 De Felice volle pubblicare Intervista sul fascismo (Laterza, a cura di Michael Arthur Ledeen), dove spiegava in sintesi il proprio pensiero, a partire dall'inedita distinzione tra fascismo regime e fascismo movimento. Il primo ebbe sostanzialmente funzioni conservatrici, il secondo aveva forti aspirazioni di modernizzazione: «Il movimento è l'idea della realtà; il partito, il regime, è la realizzazione di questa realtà, con tutte le difficoltà obbiettive che ciò comporta».
E continua: «Con tutti i suoi innumerevoli aspetti negativi, il fascismo ebbe però un aspetto che in qualche modo può essere considerato positivo: il fascismo movimento aveva sviluppato un primo gradino di una nuova classe dirigente». Fondamentale è anche l'individuazione dell'elemento che distingue il fascismo dai regimi reazionari e conservatori, ovvero la mobilitazione e la partecipazione delle classi: «Il principio è quello della partecipazione attiva, non dell'esclusione. Questo è uno dei punti cosiddetti rivoluzionari; un altro tentativo rivoluzionario è il tentativo del fascismo di trasformare la società e l'individuo in una direzione che non era mai stata sperimentata né realizzata». In più De Felice sostenne, per primo, che fascismo e comunismo erano entrambi figli della rivoluzione francese, e avevano quindi un codice genetico simile. Per la sinistra era (non lo è più così tanto) un'affermazione inaccettabile. Il Pci aveva da poco lanciato l'idea del «compromesso storico» con la Dc e si sentiva minacciato nella sua egemonia culturale da un libro che appena dieci anni prima avrebbe semplicemente ignorato. L'unico comunista che difese, in parte, le posizioni di De Felice fu Giorgio Amendola, uomo coraggioso e onesto.
Riguardo agli effetti che ebbe il lavoro di De Felice, posso ricordare un episodio personale. Studiavo a Milano, quindi non ero un suo allievo quando nel 1974 mi laureai con una tesi su Giuseppe Bottai, un fascista critico: dove dimostravo appunto che Bottai era stato un modernizzatore e che erano esistiti una cultura fascista e intellettuali fascisti di valore. La tesi venne pubblicata nel 1976 addirittura da Feltrinelli, grazie a un direttore editoriale illuminato come Gian Piero Brega: non credo sarebbe stato possibile senza il varco aperto dal docente romano, ma l'accoglienza non fu diversa da quella del libro sul consenso.De Felice veniva cucinato a fuoco vivo e lento per avere sostenuto in sostanza che gli italiani erano stati fascisti. Nessuno riusciva a contestare seriamente le sue tesi, perché non si poteva, e però fioccavano allusioni e accuse sulla sua onestà intellettuale, sulle sue capacità storiografiche, sulle sue tendenze politiche: specialmente con quell'atroce sospetto di filofascismo. Fino a tutti gli Anni Settanta, infatti, fascista! era l'offesa più di moda e più violenta, tutto ciò che di male esisteva nell'universo era fascista, persino le prevaricazioni amorose e i comportamenti automobilistici. Dunque, per contrastare le tesi di De Felice si arrivò addirittura a sostenere che avrebbero finito per rafforzare il neofascismo italiano, ovvero il Movimento Sociale. I risultati delle elezioni politiche di quegli anni dimostrarono il contrario, per non dire che quasi vent'anni dopo il Movimento Sociale si autodissolse a Fiuggi e che il suo erede, Alleanza Nazionale, si sarebbe fuso con il liberale Popolo delle Libertà.
Agli storici i loro studi dovrebbero servire non soltanto per capire il passato, ma anche per interpretare il presente e intuire il futuro. Per i contestatori di De Felice non fu così. Lontani dal capire il presente e dall'interpretare il futuro, lasciarono a bande di studenti il compito di dare del fascista a uno storico più bravo di loro e rispolverarono per lui e per chi la pensava come lui un termine da tempo fuori moda e fuori uso: «revisionista». La definizione fu appioppata per la prima volta al socialdemocratico tedesco Eduard Bernstein, che nel 1899 sostenne la necessità di rivedere alcune tesi di Marx (I presupposti del socialismo e i compiti della socialdemocrazia). Dopo la Rivoluzione d'Ottobre, «revisionista» diventò sinonimo di eretico, nemico, e così furono bollati tutti i capi comunisti che accennarono a deviare dalla linea del Cremlino.Applicata agli studi è una definizione malsana, visto che uno storico, come ogni altro studioso, non può che essere revisionista. Qualsiasi scienza, qualsiasi attività umana progredisce in quanto non si accontenta dei risultati raggiunti. Cioè: se gli architetti non fossero revisionisti, staremmo ancora nelle grotte; se i medici non fossero revisionisti, saremmo ancora a farci operare dai barbieri. Gli storici devono essere revisionisti perché non si debbono accontentare di quello che è già acquisito. Sergio Romano nel 1998 pubblicò Confessioni di un revisionista (Ponte alle Grazie), con una definizione esemplare: i revisionisti sono semplicemente «coloro che mettono in discussione, con nuovi documenti e nuove prospettive, l'antica versione di un avvenimento». Senza questo continuo andare oltre, la storia sarebbe ridotta a leggenda, cronaca o propaganda politica.
Purtroppo De Felice non fece in tempo a terminare i suoi studi, altrimenti avrebbe con ogni probabilità realizzato lui il nuovo filone di revisionismo sulla guerra civile 1943-45, inaugurato da Claudio Pavone (Una guerra civile, Bollati Boringhieri 1991) e proseguito da Giampaolo Pansa con Il sangue dei vinti (Sperling & Kupfer 2003). Due libri che hanno provocato le stesse polemiche del saggio sul consenso: a dimostrazione che De Felice vinse la sua battaglia, ma non la guerra contro chi guarda la storia con i paraocchi dell'ideologia.

TRATTO DA: http://www.ilgiornale.it/news/spettacoli/duce-govern-col-consenso-e-de-felice-ha-dimostrato-1190989.html

 


mercoledì 28 marzo 2018

Verità nascoste



di Antonio Pocobello


Perché siamo democratici e perché ci troviamo allo sbando.


E’ tutto sotto i nostri occhi ma quasi nessuno sa vedere. 

Tutto ha inizio con la rivoluzione francese che ci presentano in modo falso.
http://pocobello.blogspot.it/2014/05/la-rivoluzione-francese-e-una-truffa.html

Questa non fu voluta dal popolo ma preparata, finanziata e seguita dai banchieri usurai cioè chi mira ad impossessarsi della emissione monetaria di una nazione producendo carta moneta senza valore e prestandola, con la complicità di banche e dei governi, ad usura. 
Così succhiando sangue come dei parassiti ad una nazione privandola di tutta la sua capacità produttiva e quindi di conseguenza schiavizzandola. 
Il mondo dei nascenti capitalisti all’affermarsi della rivoluzione industriale, inizialmente in Inghilterra, per i propri affari si trovano sbarrata la strada dal sistema medioevale e sentono il bisogno di abbatterlo per cambiare la struttura statale a proprio vantaggio per proseguire senza intoppi per i propri profitti, anche a tutti costi.  
Chi pensa a questo cambiamento sono i banchieri già esperti dei vantaggi acquisiti con la Banca d’Inghilterra e provano a tradurre a proprio vantaggio la nuova forma da definire dei Stati sovrani.  
Questo cambiamento è vero crimine contro l’umanità. 
E prima o poi se ne accorgeranno tutti. 
Contrariamente a quanto ci hanno insegnato non è vero che il sistema medioevale non era adatto ai tempi nuovi dell’era della rivoluzione industriale già erano in atto dei cambiamenti epocali alcuni dei quali a mio avviso erano molto buoni come il primo socialismo al mondo del feudo di san Leucio promosso ed attuato anche se in embrione dalla stupenda monarchia assoluta dei Borbone di Napoli attenti seguaci di san Tommaso Moro (Utopia o proprietà sociale).
http://pocobello.blogspot.it/2010/03/thomas-more-o-tommaso-moro-utopia-1516.html 

Questo primo socialismo di san Leucio con i cardini legislativi dei “doveri” già era conosciuto in tutta Europa con numerosi testi tradotti nelle più importanti lingue dell’epoca.
http://pocobello.blogspot.it/2012/11/il-cattolicesimo-sociale-presso-le.html

Ed ora vediamo i cambiamenti criminali che attua la rivoluzione francese, come pure sono i stessi mutamenti che porta l’unità d’Italia e nessuno se ne è accorto. 

 1° - La moneta in solo oro ed argento viene rubato ed eliminato e sostituito con la carta moneta senza valore ed inizialmente con gli “assegnat”. Chi non volle accettare questo cambiamento in Francia furono i vandeani e per questo ci fu il loro completo genocidio che mai nessuno ricorda.

2° - La quasi totalità dei beni demaniali vengono trasformati in proprietà privata per pochi. 

3° - Viene istituita la leva obbligatoria a fare le guerre per conto dei banchieri quanto prima erano i nobili a difendere il territorio. 

4 – Dal termine “egalitè” fanno nascere la democrazia liberista che da allora nessuno è mai riuscito a modificarla in altra diversa tipologia quale sociale, partecipata e in altro modo. 

Ed è proprio questa tipologia di democrazia liberista grazie anche al concorso dei pennivendoli giornalisti e storici a funzionare come migliore strumento dell’immenso potere dei banchieri per mantenerlo senza farsene accorgere.

AGGIUNTO DA SOCIALE:
La Vandea - L'inizio della guerra del sangue contro l'oro
https://www.youtube.com/watch?v=gX2BydOXGis&hd=1

LA MASSONERIA, LE RIVOLUZIONI, I PIANI DI DOMINIO DEL MONDO
https://www.youtube.com/watch?v=Jn_9A_FaEvo&feature=share

PER COLORO CHE NON HANNO CONOSCENZA DELLE EMISSIONI MONETARIE:Genius Seculi mostra il signoraggio bancario
https://www.youtube.com/watch?v=ic7CnpbTtZ

 
Perchè non festeggio i 150 anni di unità d'Italia -


Quello che avreste sempre voluto sapere sull’Unità d'Italia ma nessuno ha mai avuto il coraggio di dirvi!

SOCIALE invita e consiglia, dopo la lettura di questo articolo, alla visione del video più documentato sul "risorgimento".

SOCIALE ringrazia anche il cap. Alessandro Romano per i documenti ricercati e per gli anni di lavoro serviti a questo scopo.

https://www.youtube.com/watch?v=k8DBZyX6940&feature=player_embedded



In audio-video
http://www.youtube.com/watch?v=9kKDURC5DTg
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NOI CHE... FATTA L'ITALIA VORREMMO FARE GLI ITALIANI!
E CAPIRE COME, PERCHE' E DA CHI E' STATA VOLUTA UNITA.
EPPURE NESSUNO CI HA DETTO LA VERITA' !
 
Una cosa è certa: un Paese che non sa da quale passato arriva, difficilmente è in grado di capire il presente e – quel che è peggio – rischia di non essere in grado di progettare il proprio futuro.
"Per liquidare i popoli si comincia con il privarli della memoria, si distruggono i loro libri, la loro cultura, la loro storia e qualcun altro scrive loro altri libri, li fornisce di un altra cultura, inventa per loro un'altra storia dopo di che il popolo comincia lentamente a dimenticare quello che e' e quello che e' stato ed il mondo intorno a lui lo dimentica ancora piu' in fretta." - Milan Kundera

Ci hanno provato e ci sono quasi riusciti.
Ma noi siamo ancora in tempo se vogliamo, se ci impegniamo tutti, a recuperare la nostra storia, la nostra cultura, la nostra tradizione, i nostri antichi "saperi" dei nostri non lontani avi.

Perchè essere costretti a vergognarci del nostro glorioso passato del Regno delle due Sicilie ?
Perchè dobbiamo celebrare un passato "miserissimo" e falso ?
Provo a dare documentazione come veramente è nata questa Italia. Senza infingimenti.
Non nel modo che lo fanno tutti che restano prevalentemente sui “manovali”.
Il mio intendo è far conoscere le motivazioni vere e quindi ad indicare e documentare i “registi”, "i mandanti" ed il “movente” dei distruttori del Regno delle due Sicilie.
Ed è bene ricordarlo anche degli altri stati italici.
Siccome tale analisi ci conduce ai problemi di oggi ed alla loro “pericolosità” tutti si guardano bene dal farlo.
La mia è l’osservazione è un elaborato di un modestissimo autodidatta ricercatore dell’emissione monetaria e del “profitto”. Profitto scaturito tra capitale e lavoro dalla rivoluzione industriale e mai diviso equamente tra il i lavoratori ed i detentori di capitale.
A tutt’oggi è a beneficio totale dei soli capitalisti.

"Chi non s'intende di economia non capisce affatto la storia.” Erza Pound
Nessun abitante dello stivale all'epoca sentiva questa necessità, ripeto nessuno, ma solo i “carbonari massoni" fatti nascere ed istruiti per essere i servi che ottemperavano solo agli ordini delle loro "logge superiori".
Già nel 1734 a Bitonto con Carlo di Borbone furono gettate le basi per dar vita ad un’Unità veramente italiana fatta d’amore e di forte senso di appartenenza, nessuno se ne ricorda.
Invece nel 1860 si è preferito fare un’unione “straniera” fatta di odio, contrapposizione ed intrallazzi....massonici.

I principi sono francesi, perché in Francia ci fu la prima realizzazione della “massoneria” reale, (LIBERTÀ - UGUAGLIANZA - FRATELLANZA) ma i fili furono e sono tirati dall’Inghilterra, come tutta la regia ed assistenza, sede del potere occulto internazionale.

Chi erano e cosa volevano queste logge superiori che ai poveri fessi massoni semplici non gli venne dato a sapere:


- la corona inglese massonica e le lobby inglesi, quale per esempio "la Compagnia delle Indie" mercantilista-imperialista, che si sentivano minacciati per i loro sporchi affari dall'espansione della nostra flotta borbonica solo di natura commerciale, senza mire imperialiste, che già era divenuta la terza al mondo, e stava diventando sempre più forte. 
Con l’imminente apertura del Canale di Suez e lo sviluppo delle ferrovie al sud, il primato assoluto era all’orizzonte grazie ai traffici con l’oriente rispetto ai quali Napoli si avviava ad avere posizione di privilegio nel mediterraneo rispetto a Londra, e questo fu uno dei motivi per i quali si pianificò il soffocamento di una grande potenza meridionale che i detrattori di oggi continuano a non voler riconoscere come tale.

L'INGHILTERRA CONTRO IL REGNO DELLE DUE SICILIE 
http://www.youtube.com/watch?v=nZersj4_g5c


- i “rothschildiani” che ambivano ad appropriarsi dell'emissione della moneta non tralasciando di rubare tutto l'oro e l’argento che nel Regno delle due Sicilie era pari ai due terzi di tutti gli altri Stati dello stivale.. Quindi a ripetersi come già avevano concretizzato con successo con la rivoluzione francese a danni del Regno di Francia.
Pochi conoscono questo importantissimo e determinante particolare.
La truffa dell’Unità d’Italia: dal ladro Garibaldi ai Rothschild

http://frontediliberazionedaibanchieri.it/2015/03/l-unita-d-italia-fu-una-grande-truffa-ideata-dalle-banche-ti-sei-mai-chiesto-come-avrebbe-potuto-quell-assassino-di-garibaldi-conqui

Questo è l'unico film (documento) sulla massoneria. Rende bene l'idea di che cosa è la massoneria.
http://www.youtube.com/watch?v=Nd1MqYKF_b8

Ricordo che nel Regno delle due Sicilie avevamo solo moneta in oro e argento, niente carta-moneta, che per la sua solidità non si era mai svalutata, quindi, l’inflazione, era un fenomeno sconosciuto nei 126 anni in cui regnò la dinastia dei Borbone.
E naturalmente la cosa più importante il possesso dell'emissione della propria moneta. Mai di carta.
Con l'unità d'Italia abbiamo avuto la perdita dell'emissione a favore di privati (la Banca d'Italia prima e la BCE attuale sono istituzioni di privati) e quindi solo carta moneta-straccia come è oggi.
Come successe prima di noi alla Francia con la sua rivoluzione.
Anche questo particolare mai scritto sui libri di storia.

Non solo ma si ha la perdita di una Napoli guida diciviltà, arte, archiettura che aveva lasciato il segno in Europa e in America.

 LA GRANDE NAPOLI FARO D'EUROPA / LE MAGNIFICHE RIVOLUZIONI BORBONICHE
https://www.youtube.com/watch?v=qgdFsgWHSY4&hd=1


La grande Cultura di Napoli narrata da Nicola Spinosa
https://www.youtube.com/watch?v=cBPWIkfRBGs&hd=1

Signoraggio banche

http://dailymotion.virgilio.it/video/x3xrjf_signoraggio-banche_people


Come sottolinea il prof. Giacinto Auriti, "il fenomeno più importante che si è avuto con la Rivoluzione Francese non è stata la carta costituzionale, ma la banca centrale con la contestuale sostituzione della moneta d'oro con la moneta nominale.
Ciò non è stato un semplice mutamento della struttura merceologica del simbolo, ma la sostituzione di una fattispecie giuridica con un'altra. Quando la moneta era d'oro, il portatore ne era il proprietario; con la moneta nominale, ne è diventato inconsapevolmente il debitore. Tutta la moneta nominale è emessa dalle banche centrali prestandola: dunque tutto il denaro in circolazione è gravato di debito verso le banche centrali".


La Vandea - L'inizio della guerra del sangue contro l'oro

Giacinto Auriti La Vandea di Francia massoni illuminati FMI
http://www.youtube.com/watch?v=lim1QWDZAo0&hd=1


La Camorra e Garibaldi 1/2

http://www.youtube.com/watch?v=L1hKigKF5WU



Giuseppe Ressa
il Sud e l’Unità d’Italia
il libro informatizzato sulle Due Sicilie
Edizione completamente rivista, aggiornata e notevolmente arricchita.
http://www.ilportaledelsud.org/rec-ressa.htm

http://cronologia.leonardo.it/mondo28s.htm


LA RIVOLTA SPONTANEA DEL POPOLO FRANCESE IL 14 LUGLIO 1789, LA COSIDDETTA RIVOLUZIONE 'FRANCESE' È UNA TRUFFA.



«I banchieri possiedono la terra. Portategliela via ma lasciategli il potere di creare denaro e con un semplice schizzo d’inchiostro creeranno abbastanza soldi per comprarla nuovamente. Tuttavia, portategli via il potere di creare il denaro e tutte le grandi fortune come la mia scompariranno e dovrebbero scomparire perchè in questo modo il mondo sarebbe un posto migliore e più felice da vivere. Ma se desiderate rimanere gli schiavi dei banchieri e pagare il costo della vostra schiavitù, lasciateli pure continuare a creare denaro»
Sir Josiah Stamp ex direttore della banca d’Inghilterra 1928
(Al tempo, ritenuto secondo uomo piu’ ricco d’Inghilterra)

Solamente queste due componenti in combutta tra di loro sono state le vere ideatrici e registe del golpe ai danni del nostro Regno. E non altre.
Si sono servite di un loro "incravattato" cioè indebitato con gli usurai fino all’osso e già fallito.
Usurai che lo hanno poi gestito a loro piacimento per i loro interessi.

Basti considerare che, mentre nei 34 anni che vanno dalla caduta di Napoleone al 1848 il Regno di Sardegna accumula 135 milioni di debiti, in soli 12 anni, dal 1848 al 1860, ne totalizza oltre un miliardo. Per l’esattezza 1.024.970.595 lire.
Tanto è drammatica la situazione economica del regno sardo che Pier Carlo Boggio, uomo politico di prim’ordine, mandando alle stampe nell’aprile del 1859 il pamphlet Fra un mese, scrive:
“La pace ora significherebbe per il Piemonte la riazione e la bancarotta”. Insomma Boggio è preoccupato. Perché è alle viste la guerra contro l’Austria? Tutt’altro. Perché quella guerra, tanto agognata, rischia di non scoppiare. Ma se la guerra non scoppia per il Piemonte è la fine: è la bancarotta.
http://cronologia.leonardo.it/mondo28s.htm
Poi si sono serviti di tutti gli avventurieri politici e arrampicatori sociali molti da loro creati o corrotti. Tutti di diversa estrazione prevalentemente monarchici, repubblicani e liberali: Cavour, Garibaldi, Mazzini e i nostri liberali speculatori traditori meridionali. Anche se poi qualcuno di loro ad unità compiuta si ravvede dell’imbroglio subito e lo denuncia come Giustino Fortunato e Gaetano Salvemini.

Ecco chi sono:

Ruberie dei Mille, Ippolito Nievo e la prima strage di Stato
https://www.youtube.com/watch?v=gIPXydu-vFw&hd=1


DISCUSSIONI PARLAMENTARI (dal 20.11.1861 al 6.8.1863)
http://www.brigantaggio.net/brigantaggio/Storia/Parlamento.htm

Regno delle Due Sicilie - Citazioni illustri (1)

http://www.youtube.com/watch?v=042e-Jms5Oc

http://www.youtube.com/watch?v=1il5-ptSrSI

Conoscere la massoneria

http://www.chiesaviva.com/conoscere%20massoneria.htm


E' dimostratissimo che pur volendo questi ultimi da soli attuare questo progetto di invasione contro il Regno delle due Sicilie che non ci sarebbero mai riusciti.

La più grande rapina della storia http://www.youtube.com/watch?v=rnL4EC1m1lU&feature=related


Ed ecco che è necessario evidenziare che le più grandi "CAROGNE" sono state i nostri traditori liberali, generali e speculatori meridionali.
Senza la complicità di questi "merdaiuoli" nostrani non avremmo avuto questo scempio.
Ed io a questi do le colpe maggiori.
l'eccidio di Pontelandolfo 1/3 :

Ai diffidenti di questa mia tesi li invito a fare un inventario di quanto c'era prima in tutti gli stati e quanto è giunto a noi con l'unità d'Italia. Solo così potranno rendersi conto che c'era rimasto solo l'osso; la sostanza era sparita. Insomma non si è aggiunto niente con la somma di tutti gli stati ma si è solo sottratto e molto.
Così come per la Francia a seguito della rivoluzione:
http://www.karamazov.it/tragedia_rivoluzione.htm
Soltanto pochi oggi sanno che agli inizi del 1800 la "proprietà" intesa come la intendiamo noi " privata" é poco diffusa e solo meno di 1/4 delle terre erano dei privati, ricordiamoci che venivamo dal medio evo ed incominciano gli "effetti" ed i "cambiamenti" disastrosi della rivoluzione industriale.
Ecco che molti approfittatori cercarono, e ci riuscirono proprio con l'unità d'Italia, di impossessarsi di queste terre a discapito di tutta la restante popolazione.
Questi signori erano tutti: LIBERALI e intrinsecamente massoni.
E senza la copertura del sistema liberale-liberista mai lo avrebbero potuto fare. Come è oggi.
Certamente la storia avrebbe avuto un altro corso, migliore e con meno guerre nel mondo.
Si pensi al significato del Feudo di San Leucio che già alcuni mesi prima della rivoluzione francese realizzava la socializzazione dell'economia che contrastava nei fatti il sistema liberale-liberista poi dilagante e vincente.

E questo è un particolare sconosciutissimo.
E state certi che nessuno non ve lo metterà in evidenza.
Per “loro”, i festeggianti che sono sempre democratici liberali-liberisti, è troppo nocivo.
Alcuni passaggi li vediamo al minuto 5 di questo video e aprendo questi link:
Poi in conseguenza del disastro unitario abbiamo sopportato un evento mai avuto prima nella nostra millenaria storia con ben 27 milioni di italiani di emigranti.
Tra il 1876 e il 1976 tali infatti sono stati gli emigrati in cerca di fortuna da diverse regioni anche del nord.
Il meridione mai prima di allora aveva conosciuto l'emigrazione.

http://pocobello.blogspot.it/2012/10/sud-mostra-dopo-lunificazione.html
Peccato che come per taluni aspetti come per i Borbone era stata la perdita dell’emissione della moneta la stessa sorte si è ripetuta con l'8 settembre 1943. 

Solo pochissimi l'hanno capita perchè Mussolini si era ripreso l'emissione facendo quel po po’ di opere senza indebitarsi, togliendola a chi la deteneva per la prima volta da quando ci era stata tolta a noi del Regno delle due Sicilie. L'Italia fascista con la RSI chiuse dopo una durissima guerra il pareggio in attivo.

Oggi abbiamo pro-capite un debito di oltre 40.000 euro, neonati compresi.


I partigiani venduti come i garibaldini.
http://pocobello.blogspot.it/2012/11/clnai-e-alleati-un-contratto-mercenario.html
E attuò, liberatosi dalla monarchia dei Savoia, massoni, e dalla chiesa, la socializzazione dell’economia (la parità tra capitale e lavoro tanto auspicata dalla nascita della rivoluzione industriale e sempre tenuta silente) come i Borbone ma su tutto il territorio della RSI.
Altro che servi dei tedeschi; si pensi che nella RSI era in vigore la lira mentre al sud occupato militarmente circolavano solo moneta di conquista, le famose AM-LIRE.

Faccio sapere che i redattori della Costituzione del 1948 consci della grande conquista epocale della SOCIALIZZAZIONE DELL'ECONOMIA hanno lasciato poi il modo per poterla riaverla se solo avessero voluta successivamente con l’art. 46 e l'art. 99.
Mai stato fatto. Altro che costituzione antifascista.

Socializzazione - OGGI - DOPO IL 25 APRILE 1945
E questo, purtroppo, è stato uno dei motivi principali a scatenare la 2° guerra mondiale perché l’emissione doveva ritornare ai “ladri” che l’avevano rubata a noi del Regno di Napoli nel 1860.
Il resto sono “pezze a colori” come per noi è il risorgimento.

Con la democrazia liberale-liberista si sono creati il mare dove poter far agire indisturbati i “squali capitalisti” che la socializzazione eliminava.
Anche questo nessuno ve lo dirà.
http://pocobello.blogspot.it/2009/06/cosi-parlo-benjamin-freedman.html
http://pocobello.blogspot.it/2010/09/harry-elmer-barnes-introduce-alan.html
A chi non la conosce la materia delle emissioni monetarie non dice niente ma a chi la conosce ha il mondo in mano.
Proprio come è oggi.

E tutti i nostri politici “servi” dei banchieri: Banca d'Italia e BCE proprietà di privati fanno finta di non sapere e di non capire.

«Permettetemi di emettere e gestire la moneta di una nazione, e me ne infischio di chi fa le leggi»
Mayer Anselm Rothschild fondatore Rothschild Bank.
Non a caso il più grande studioso del meridionalismo: Nicola Zitara tiene in conto le "banche" e quanto queste hanno determinato:

http://www.youtube.com/watch?v=oLIX-nOKgto
Lo snodo e' tutto qui'. Questo è quanto necessita essere recuperato.
Se non si ha contezza di come è stata veramente assemblata questa Italia, da chi e perché e di riappropriarci di quanto ci hanno rubato non ci sarà nessuna possibilità di avere una vera unità d’Italia e mai sarà possibile avere gli italiani.
Qualche elemento conoscitivo:
Moneta = Dominio
E se il sistema economico fosse una truffa gigantesca?
La storiella per afferrare il concetto - L'isola dei naufraghi
http://www.michaeljournal.org/LIsola.htm

Democrazia integrale – prof. Giacinto Auriti

Tramite questo documento del Galiani trattato “sulla moneta” (da scaricare gratis) si evince la grande differenza tra il sistema sociale dei Borbone già nel 1751 e questo a loro succedutosi e vincente liberale-liberista.


Siti utili per la conoscenza della vera storia del sud
Ed allora si provi a scrivere la storia delle banche centrali private di emissione in relazione a questi avvenimenti:
- 1789 - caduta del Re di Francia - emissione ai privati
- 1860 - caduta dei Borboni di Napoli - emissione ai privati.
- 1870 - eliminazione del potere temporale della chiesa - emissione ai privati
- 1917 - caduta dello Zar di Russia - emissione ai privati, anche se non ufficialmente, (Gosbank 1937 sotto Stalin) - non stai avendo le allucinazioni, è proprio così.
- 1918 - caduta degli Asburgo d'Austria - emissione ai privati.
- 1945 – caduta di Germania, Italia e Giappone – emissione ai privati.

Le grandi lobby. Le 
Corporations http://www.youtube.com/watch?v=lHQgoNh-1d0&hd=1

Per una conoscenza più dettagliata delle condizioni socio-economiche del Regno delle Due Sicilie al momento dell’unificazione consiglio di leggere:
il sud nell'Unità d'Italia: inclusione o annessione ?
di Ubaldo Sterlicchio.

L'attacco dello stato all'industria meridionale



Ulisse - Viaggio Nel Regno Delle Due Sicilie
http://www.youtube.com/watch?v=Pt5Lhy8SR7A&feature=related

La massoneria e la conquista del sud


L’esperimento socialista di San Leucio

Per conoscere altre situazioni simili a quella del Regno delle due Sicilie
http://www.youtube.com/watch?v=BOSacEtr3GI
http://www.youtube.com/watch?v=CQJ-U6wYSwU

1866: PLEBISCITO TRUFFA - Veneto e Italia (in lingua veneta)

La fedelissima Brigata Estense

Sconvolgente: le verità storiche dei veneti

Le radici della vergogna

La storia sotto la storia - I primati del Regno delle Due Sicilie

Il Regno Delle Due Sicilie e l'Inghilterra

http://www.youtube.com/watch?v=ZB28WA-ml9A&feature=player_embedded#!

La rivoluzione 'Francese' è una truffa.

La rivolta spontanea del popolo francese il 14 luglio, la cosiddetta rivoluzione 'Francese' è una truffa.

 

Brano selezionato e riportato da Rosalba Valente.


-La Rivoluzione detta “francese”, fu un colpo di Stato ad opera dei club massonici (Jacobins)  finanziati dai banchieri,  tra gli altri  Laborde de Méréville, Boscary, Dufresnoy , sostenuto dal partito del Duca d'Orléans, Gran Maestro del Grande Oriente di Francia e sostenuto dall’ Inghilterra tramite l’ordine  cavalleresco Saint-Georges ... L’obbiettivo era ribaltare tutto, distruggere le tradizionali  Istituzioni  del Paese (monarchia, religione) per sostituirle con un ordine “nuovo” , un Francese nuovo: il "cittadino".

 

Alla fine: l'Inghilterra ci guadagnò; la Francia   arretrò senza possibilità di recupero.

 Questi furono i risultati. Parlare oggi di «rivolta del popolo»,  è  raccontare una grande burla smentita dai  dati storici.  

Considerandosi “patrioti', i rivoltosi sinceri (non parliamo degli istigatori pagati …) non sapevano di essere manipolati dalla massoneria (Grande Oriente di Francia del Duca di Orléans  e massoneria inglese) .

I  "rivoluzionari" hanno dato l’esempio di un disprezzo inaudito per l’idea stessa di rappresentatività: "I 749 membri della Convenzione furono  eletti in un  tale clima di terrore organizzato, che le astensioni raggiunsero  il 90% ...  tenendo conto  delle modalità di  censo elettorale e del diniego di  diritto al voto per le donne,  questa Assemblea rappresentava meno del 3% di questo popolo " (Jacques Heers, Un homme un vote?, Editions du Rocher, Monaco 2007, p. 208-209).

 

Nel 1789,  i capitalisti e gli speculatori di Parigi come Kornmann, Claviere e altri, consigliati dai banchieri  Laborde e Dufresnoy, membri dei Trenta, giocavano al ribasso e sovvenzionavano la sommossa. I Finanziatori più ricchi  fornirono il denaro necessario per pagare le truppe rivoluzionarie. .

 

Nel suo "Louis XVI o la fine di un mondo" (1955, reed. La Table ronde, Paris 1981, p. 304), Bernard Faÿ racconta il ruolo giocato dalla borsa alla vigilia della Rivoluzione: “ da  buoni 'patrioti', i finanziatori  della capitale, a giugno 1789,  non smettevano ancora di fare abbassare la borsa ... Mentre altri “patrioti” corrompevano i soldati" (B. Faÿ, Louis XVI o la fine di un mondo, ibid., p. 305).

 

"La Rivoluzione viene considerata oltre-Manica il mezzo migliore per abbattere definitivamente le pretese marittime  della monarchia francese”  (p. 283.)  ... Disorganizzata, scoraggiata, disgregata, in preda alla sovversione, la Marina doveva, a febbraio 1793, misurarsi  nuovamente con la Royal Navy. ... Nel  momento in cui  la Francia doveva affrontare  la fase decisiva di ciò che potrebbe essere chiamato la 'seconda guerra dei cent'anni', la Rivoluzione sconquassa l'unica risorsa che le  avrebbe potuto  consentire di colpire la coalizione anti-francese..." (p. 291)

 

"Ciò che la Francia perde, lo guadagna l’Inghilterra. Più ancora sul piano commerciale che su ogni altro piano.

L’ Inghilterra  è la grande beneficiaria della Rivoluzione e delle sue conseguenze.  Essa sa, sin dall’inizio del grande sconvolgimento, della fortuna che le si offre e, giacché ha da riprendersi la rivincita contro la Francia che ha aiutato l'America ad affrancarsi, non le dispiace vedere lo sconquassamento della monarchia.

 

"sin dal 1788, i massoni, con sempre sulla bocca l’argomento dell’ ordine e della centralizzazione, sono la colonna vertebrale del partito nazionale, di quel partito di cui Lafayette è il dio e che si nutre delle idee politiche inglesi e americane dopo avere succhiato  il latte dall'Encyclopedie."

 

"Così la massoneria dirige tutto ed ecco, persino dal punto di vista dei rivoluzionari il cattivo lato delle cose: poiché la massoneria è approdata dall’Inghilterra  e poiché le logge francesi sono rimaste a stretto contatto con le logge madri oltre mare e  che, inoltre , le logge di rito scozzese,...  si ricollegano sempre più alla Grande Loggia di Londra, una sotterranea influenza inglese, una oscura pressione si esercita nella Francia alla quale si aggiunge l’anglomania imperante da cinquanta, sessant’ann.

L'opposizione segreta della Massoneria  alla monarchia secolare  si trova così sotterraneamente  fomentata dall'Inghilterra; mentre l’ Inghilterra, vinta nella guerra di Indipendenza Americana , si rifà, acquisendo vantaggi  per terra e per mare.

Grave questione su cui meditare per un patriota, ma i patrioti dell’epoca non pensano a tutto questo: vanno avanti con la testa tra le nuvole.

 

La vera rivoluzione francese, quella che segnerà tutto il secolo da venire , è un fatto finanziario prima che politico : al primato del sangue,  che caratterizzava l'impostazione dell’ Ancien Régime, succede il primato dei soldi. Alla nobiltà succede la borghesia affarista.  I notabili subentrano ai nobili.

 

Lo stesso Marat si interroga : “Che ci guadagneremo nel distruggere l’aristocrazia dei nobili, se essa viene rimpiazzata dall’aristocrazia dei ricchi?”.

 

Un Samuel Bernard, persino un John Law potevano  pretendere gli onori solo nella misura in cui si piegavano alle regole stabilite, nobilitandosi ed entrando nel sistema di regole. Il re, ad ogni buon conto, arbitrava la mischia.

Ora si tratta dell’ esplosione del capitalismo. Da secondo ordine , passa al primo rango. Più nessuna autorità, ormai, sarà in grado di fargli da contrappeso. I diritti di nascita non potranno nulla contro quelli della finanza.

 

"Gli industriali e i finanzieri non guardano se le anime si perdono , ma guardano se gli affari si fanno” (Antoine Blanc de Saint - Bonnet, la legittimità, Tournai, Casterman, 1873, p. 83)"

 

Il denaro è ormai un valore supremo.
E’ la nascita del Denaro-Re al posto del Cristo-Re.


Alcune riflessioni sulla rivoluzione francese

Una somma di rivoluzioni

Tra la riunione degli Stati generali nel 1789 e l’istituzione del Direttorio del 1795 non ci fu un’unica rivoluzione, bensì una serie di rivoluzioni, nel corso delle quali gruppi differenti si alternarono nel tentativo di applicare a un paese in trasformazione le formule da loro scelte
Monarchici e patrioti, girondini e montagnardi, termidoriani e direttoriali, cercano di guidare lo Stato lungo sentieri consono alle proprie idee
Anarchia, devastazione, disordine: non era soltanto il linguaggio della controrivoluzione ma anche dai protagonisti del gioco politico della rivoluzione che temevano di essere spiazzati da nemici più radicali

La morte del re Luigi e il futuro della Repubblica

10 agosto 1792 la folla assale le Tuileries. Diverse centinaia di cittadini muoiono sotto il fuoco delle truppe svizzere.
Seicento guardie svizzere sono trucidate
L’Assemblea depone il sovrano, arresta l’intera famiglia reale e proclama la Repubblica
La Convenzione nazionale (la nuova Assemblea ) mette sotto processo il re
La condanna fu pronunciata con un margine di voti minimo 361 deputati a favore –360 contrari
Il 21 gennaio 1793 a Placede la Révolutionil re è ghigliottinato
Rimanevano irrisolte tutte le questioni politiche
Chi doveva detenere il potere esecutivo? Quale rapporto tra esecutivo e deputati?
Nessuno sapeva quale tipo di Repubblica costruire


La costruzione del nuovo ordine politico

Comitè de division demolisce il vecchio sistema e lo sostituisce con il Dipartimento
Operazione difficile, complessa e qualche volta contraddittoria soprattutto quando si deve scegliere il capoluogo dipartimentale
1790 l’operazione è portata a termine individuando anche le sottodivisioni in distretti e cantoni localizzando tribunali, giudici di pace, scuole e università
Tasse, istruzione, polizia, reclutamento, requisizione, propaganda del governo tutto passa attraverso il dipartimento e i sindaci
Il sistema funzionava così bene che neppure Napoleone pensò di disfarsene anzi lo rafforzò

I club

I club erano associazioni riservate ai militanti accumunati dalle stesse idee politiche; avevano un sistema di iscrizioni e raccoglievano contributi per i loro iscritti
I giacobini di Parigi costruiscono una rete di club in tutto il paese sulla quale cresce un movimento nazionale giacobino permettendo alla propaganda giacobinadi penetrare anche nei piccoli comuni e di mobilitare l’opinione pubblica.
I girondini non riescono a creare questa struttura e ne vengono penalizzati


Il problema dell’economia

Il sistema economico tradizionale crolla con la rivoluzione . L’entrata in guerra con l’Inghilterra nel 1793 mette in ginocchio l’economia di porti come Nantes, Bordeaux e La Rochelle
Si decide di emettere una nuova valuta cartacea, l’assegnato, il cui valore sarebbe stato sostenuto non dalle riserve d’oro e d’argento, ma dalle vendite delle terre nazionalizzate (ecclesiastiche soprattutto) con le quali la cartamoneta, teoricamente, si sarebbe potuto scambiare
Gli apprendisti stregoni non sanno controllare i pericoli per l’economia che derivano dall’uso dell’assegnato: svalutazione, sfiducia nell’accettazione dell’assegnato, livelli di prezzi al consumo differenti tra moneta metallica e cartacea


La guerra

Un’economia asservita all’esigenza dell’esercito
Mancanza di una struttura industriale in grado di far fronte alle richieste
Gli appaltatori
Le requisizione nei territori occupati

ALLEGATO n. 5

ZAR NICOLA II : UNA VITTIMA DEI ROTHSCHILD


Con il Congresso di Vienna (settembre 1814-giugno 1815) i Rothschild vogliono instaurare un Governo Mondiale. 

Molti governi europei erano sotto il controllo dei Rothschild in quanto indebitati con questa dinastia ad eccezione della Russia, in quanto lo zar Alessandro I non voleva cedere la banca centrale a questa mafia.
Questo fatto fece infuriare Nathan Mayer Rothschild che giuro' che un giorno lui o i suoi discendenti avrebbero distrutto tutta la famiglia ed i discendenti dello zar Alessandro I.
102 anni dopo i Rothschild portarono a compimento la loro vendetta.
I membri della famiglia dello zar Nicola II erano pii cristiani ortodossi.
A seguito della rivoluzione bolscevica, finanziata dai Rothschild, la famiglia reale fugge ad agosto del 1817 a Tobolsk in Siberia, soggiornando al Governors House fino ad aprile 1918. Sperava di trovare rifugio in Inghilterra, ma il re Giorgio V, un cugino Romanov, si rifiuto' ad aiutarli a causa delle pressioni ad opera di gruppi ebraici.
Lo zar con la sua famiglia durante il viaggio in treno ad Ekaterinburg negli Urali viene bloccata da quattro ebrei Goloshchekin, Safarov, Voikov e Syromolotov coordinati dall'ebreo Jacob Yurovsky che li portano a casa del ricco mercante ebreo Ipatiev. Il 4 luglio 1918 Yurovsky respinge i soldati russi che erano di guardia allo zar ad eccezione di Pavel Medvedev una spia Ceka ebraica e rimpiazza i soldati russi fedeli allo zar con assassini comunisti ebrei ungheresi.
Il 15 luglio 1918 due rappresentanti della Commissione straordinaria sovietica, uno dei quali Philip Golochtchekine, giunsero a casa di Ipatiev con un ordine di Jacob Yurovsky di eliminare la famiglia reale russa.
Il 17 luglio 1918 verso mezzanotte, Yurovsky porto' lo zar e la zarina Nicola ed Alessandra con le loro quattro figlie, la cameriera, il medico, il cuoco ed il cameriere al piano seminterrato.
Lo zar prese l'erede Alexei tra le sue braccia. Gli avevano detto che dovevano posare per una foto di gruppo.
C'erano gli assassini ebrei Medvedev, Nikulin, Yermakov, Vaganov. Yurovsky tiro' fuori la pistola e la punto' direttamente alla testa dello zar e sparo', e mori' sul colpo. Poi la zarina Alexandra mentre faceva il segno della croce. Poi tocco' alle quattro figlie Olga, Tatiana, Maria ed Alessandra.
Demidova, la cameriera, sopravvisse alla prima raffica, poi le spararono 30 volte.
Quando la stanza divenne silenziosa si senti' un piccolo gemito, era Alexei che era ancora vivo tra le braccia del padre.
Yurovsky si avvicino' e sparo' due colpi nell'orecchio del ragazzo.
Tutti i membri della famiglia reale erano stati eliminati.
I Rothschild ordinarono l'esecuzione dello zar Nicola II e la sua famiglia nonostante avesse gia' abdicato il 2 marzo, come atto di vendetta nei confronti dello zar Alessandro I che blocco' il piano del governo mondiale nel 1815 durante il Congresso di Vienna e lo schierarsi con Abraham Lincoln da parte dello zar Alessandro II.

http://jonkirby2012.wordpress.com/2012/11/04/why-rothschilds-really-wanted-the-murder-of-tzar-nicholas-ii-and-his-christian-family/

http://nomassoneriamacerata.blogspot.it/2014/10/zar-nicola-ii-una-vittima-dei-rothschild.html

ALLEGATO N. 6



Con il Congresso di Vienna (settembre 1814-giugno 1815) i Rothschild vogliono instaurare un Governo Mondiale. 

Molti governi europei erano sotto il controllo dei Rothschild in quanto indebitati con questa dinastia ad eccezione della Russia, in quanto lo zar Alessandro I non voleva cedere la banca centrale a questa mafia.
Questo fatto fece infuriare Nathan Mayer Rothschild che giuro' che un giorno lui o i suoi discendenti avrebbero distrutto tutta la famiglia ed i discendenti dello zar Alessandro I.
102 anni dopo i Rothschild portarono a compimento la loro vendetta.
I membri della famiglia dello zar Nicola II erano pii cristiani ortodossi.
A seguito della rivoluzione bolscevica, finanziata dai Rothschild, la famiglia reale fugge ad agosto del 1817 a Tobolsk in Siberia, soggiornando al Governors House fino ad aprile 1918. Sperava di trovare rifugio in Inghilterra, ma il re Giorgio V, un cugino Romanov, si rifiuto' ad aiutarli a causa delle pressioni ad opera di gruppi ebraici.
Lo zar con la sua famiglia durante il viaggio in treno ad Ekaterinburg negli Urali viene bloccata da quattro ebrei Goloshchekin, Safarov, Voikov e Syromolotov coordinati dall'ebreo Jacob Yurovsky che li portano a casa del ricco mercante ebreo Ipatiev. Il 4 luglio 1918 Yurovsky respinge i soldati russi che erano di guardia allo zar ad eccezione di Pavel Medvedev una spia Ceka ebraica e rimpiazza i soldati russi fedeli allo zar con assassini comunisti ebrei ungheresi.
Il 15 luglio 1918 due rappresentanti della Commissione straordinaria sovietica, uno dei quali Philip Golochtchekine, giunsero a casa di Ipatiev con un ordine di Jacob Yurovsky di eliminare la famiglia reale russa.
Il 17 luglio 1918 verso mezzanotte, Yurovsky porto' lo zar e la zarina Nicola ed Alessandra con le loro quattro figlie, la cameriera, il medico, il cuoco ed il cameriere al piano seminterrato.
Lo zar prese l'erede Alexei tra le sue braccia. Gli avevano detto che dovevano posare per una foto di gruppo.
C'erano gli assassini ebrei Medvedev, Nikulin, Yermakov, Vaganov. Yurovsky tiro' fuori la pistola e la punto' direttamente alla testa dello zar e sparo', e mori' sul colpo. Poi la zarina Alexandra mentre faceva il segno della croce. Poi tocco' alle quattro figlie Olga, Tatiana, Maria ed Alessandra.
Demidova, la cameriera, sopravvisse alla prima raffica, poi le spararono 30 volte.
Quando la stanza divenne silenziosa si senti' un piccolo gemito, era Alexei che era ancora vivo tra le braccia del padre.
Yurovsky si avvicino' e sparo' due colpi nell'orecchio del ragazzo.
Tutti i membri della famiglia reale erano stati eliminati.
I Rothschild ordinarono l'esecuzione dello zar Nicola II e la sua famiglia nonostante avesse gia' abdicato il 2 marzo, come atto di vendetta nei confronti dello zar Alessandro I che blocco' il piano del governo mondiale nel 1815 durante il Congresso di Vienna e lo schierarsi con Abraham Lincoln da parte dello zar Alessandro II.

http://jonkirby2012.wordpress.com/2012/11/04/why-rothschilds-really-wanted-the-murder-of-tzar-nicholas-ii-and-his-christian-family/

http://nomassoneriamacerata.blogspot.it/2014/10/zar-nicola-ii-una-vittima-dei-rothschild.html


La Guerra di Hitler? O dei Banchieri?

di Corrado Belli
A tutti coloro che leggeranno queste righe, è chiaro che non si vuole santificare Hitler, ma nemmeno dare a lui la colpa di quello che successe con l’attacco delle truppe Tedesche contro la Polonia, dalla quale ne scaturì una guerra durata quasi 6 anni che costò la vita a 60 Milioni di persone, con questo articolo e filmato si fa chiarezza sul perché Hitler arrivò a quella decisione e da dove parti l’ordine che dette via libera alla seconda guerra mondiale, ancora oggi si cerca di capire chi è veramente il colpevole e questo stiamo cercando di fare.

HITLER KRIEG? QUELLO CHE NESSUNO VUOLE DIRE, NEANCHE COLORO CHE SANNO A VERITA' E COSA LI COSTRINGE A NON PARLARE.

Era il 22 Agosto 1939, mancavano pochi giorni allo scoppiare della seconda guerra Mondiale, rimaneva poco tempo a disposizione sia a Hitler che a tutti i capi di Stato interessati per poter fermare quella che fu una guerra voluta dai soliti ignoti che gestivano tutta l’economia Mondiale, mancavano pochi giorni per decidere se in Europa si doveva continuare a vivere in pace come descritto sul Trattato di Versaille o rompere il ghiaccio e ricominciare con le ostilità.

Era il 30 Gennaio del 1933 quando i Nazionalsocialisti presero il comando in Germania sotto il comando di Adolf Hitler, la loro vittoria fu possibile grazie al fallimento della Repubblica di Weimar che non trovava idee per una concreta Politica internazionale e che aveva portato la Germania al completo sfacelo sociale e culturale, molti giornalisti, anche quelli contrari all’ascesa di Hitler descrissero quel giorno come il momento di libertà da qualcosa che teneva il popolo tedesco soppresso e senza iniziative, le persone si sentivano finalmente libere da qualcosa che li teneva incatenate senza dare loro la possibilità di agire per il bene della comunità.

Subito dopo la presa del governo da parte di Hitler ci furono programmi (primi 4 anni) per il recupero dell’industria Tedesca che era rimasta di decenni inattiva, in poco tempo il progresso fu abbastanza notevole, la disoccupazione era quasi sparita, vennero costruite strade, scuole, istituti per la ricerca scientifica, il programma consisteva nel far apprezzare ai cittadini il valore di essere qualcosa di utile per la nazione e per gli altri, a Hermann Goering fu affidato il compito di gestire questo programma, da notare che l’industria bellica non aveva alcun ruolo significante dato che Hitler si atteneva al Trattato di Versaille e quindi non c’era motivo di riformare l’Esercito e riarmarlo, la produzione era basata per il consumo civile giornaliero e per il benessere del popolo. Era chiaro che ci voleva anche una politica ferrea al fine di educare i giovani ad un futuro, per questo furono istituiti molti gruppi Uniformati per lo più formati da giovani che giornalmente sfilavano con Bandiere a Svastica e stendardi regionali o appartenenza a qualche gruppo, ma la gente si sentiva sicura e finalmente più libera.

Il primo passo di Hitler nella Politica internazionale fu corretto e quasi infantile, più frequentava le sedute di Politica internazionale e più capiva che le controparti. Francia, Inghilterra, Russia non erano tanto felici che finalmente il popolo Tedesco si fosse liberato da quella Politica soffocante alla quale era stata costretta dalla fine della Prima guerra Mondiale, il suo primo pensiero fu quello di portare la regione Saarland sotto controllo della Germania, quella regione fu “prestata” alla Francia per 15 anni dopo la fine della prima Guerra Mondiale (1920), durante un colloquio in Francia con il governo francese, Hitler disse chiaramente che il Saarland è costituito al 90% di cittadini Tedeschi e parlano la sua stessa Madrelingua, ma disse pure che gli abitanti del Saarland potevano scegliere tramite voto, se rimanere Francesi, Tedeschi o addirittura neutrali e fondare una loro repubblica, il 13 Gennaio 1935 il voto dato dai cittadini Saarlandesi distrusse i sogni dei Francesi, il 90,8% votò per l’aggiunzione alla Germania, questa fu la prima vittoria ottenuta con la sua Politica estera, pochi giorni dopo dette un discorso al Reichtag sottolineando che con le buone si ottiene quasi sempre tutto, durante il discorso accennò che era giunto il momento di pensare alla regione Rheinland che nel 1921 era stata smilitarizzata ma occupata militarmente dai francesi e dai Belgi che in continuazione dal 1921 al 1923 stazionavano truppe e materiale da guerra in quella regione, già nel 1925 su richiesta del governo Tedesco che protestava massivamente contro quella iniziativa Franco/Belga fu nuovamente firmato un Trattato di smilitarizzazione della Rheinland, in quell’occasione fu firmato anche un documento nella quale si dichiarava che non bisognava firmare ancora Trattati o documenti per far rispettare quello ch era stato deciso, bastava avere del buon senso e rispetto.

Ma dieci anni più tardi, la Francia firmava un Documento con la Russia nella quale era chiaramente visibile una rottura del Trattato e che andava contro la Germania, non solo, quel documento annullava anche il patto di non aggressione tra la Germania e la Polonia, ciò significava che il confine tedesco con la Polonia era in pericolo, Hitler decise di spezzare la Politica aggressiva del Governo francese nei confronti della Germania, non trovando alcuna soluzione pacifica dopo aver più volte fatto richiesta al governo francese di chiarimenti sul documento/Trattato firmato con la Russia, ordino alle sue truppe di occupare la Rheinland che ormai era rimasta senza alcuna sicurezza da parte dei francesi, la sua mossa era stata criticata anche dallo stato maggiore Tedesco perché credevano che la Francia e il Belgio avrebbero reagito militarmente, ma non fu cosi, sia la Francia che il Belgio non fecero nulla e le truppe Tedesche entrarono nella Rheinland senza trovare resistenza.

Torniamo indietro alla fine della prima guerra mondiale, tutti gli stati che presero parte alla grande guerra si riunirono e decisero che vincitori e vinti dovevano ridurre le cifre dei loro Militari al minimo, tutti decisero che la prima nazione a fare questo passo doveva essere la Germania, come stabilito sul Trattato la Germania ridusse i suoi soldati di fanteria a 100.000 uomini, la marina e l’aviazione a 15.000, ma mentre la Germania si atteneva al Trattato, la Francia, l’Inghilterra e l’America non ci pensavano affatto, anzi, triplicavano le loro forze armate di uomini e materiale, iniziarono a rimodernare le loro forze armate a ritmo elevato, rompendo cosi il Trattato firmato pochi mesi prima, alla Germania fu anche negato di modernizzare le sue truppe e arsenale bellico al fine di difesa. Nell’anno in cui Hitler (1933) prese il comando della Germania, la Francia e gli altri paesi suoi confinanti, avevano all’assieme 12 volte in più.. cioè il 97 a 1 truppe e materiale in confronto alla Germania (escludendo la Russia).

Negli anni che seguirono durante le conferenze a Ginevra, Hitler aveva fatto richiesta ben 6 volte che tutti gli stati dovevano evitare di usare alcune tipi di bombe che causano ferite inguaribili e mutilazioni, gas o altre sostanze chimiche, nessuno accettò questa sua iniziativa, visto le risposte negative che per sei volte gli furono date, cominciò a modernizzare il suo Esercito, da un piccolo esercito costituito per lo più ancora con armamento arretrato e di cavalli invece di mezzi da trasporto, in poco tempo fece il più moderno e istruito esercito del mondo.

Fatto ciò Hitler pensò di agganciare l’Austria alla vecchia madrepatria, già dopo la grande Guerra, durante le Conferenza tenutasi a Vienna tra i vincitori e gli sconfitti, fu deciso che l’Austria poteva benissimo riagganciarsi alla Germania, ma come sempre i vincitori USA, Francia e Inghilterra misero il loro veto, anche se la maggioranza dei cittadini austriaci erano d'accordo. Nel 1933 in Austria governava un Partito radicale Dittatoriale che aveva pure tolto il diritto di voto, questo governo non voleva che l’Austria si ricongiungesse alla Germania, era gestito dalle forze alleate, altri partiti come il comunismo/nazional socialisti, tutte le organizzazioni a tutela dei diritti dei lavoratori e la scuola era un diritto solo per i ricchi, nel 1934 durante un Putsch/ sommossa dei Nazionalsocialisti, fu dato ordine di sparare a vista chi portava le insegne con la Svastica, ci furono molti morti e feriti, ma il Putsch fallì, solo nel 1938 con la nomina del nuovo Cancelliere ci furono delle schiarite nella Politica Austriaca, ma come il suo predecessore non aveva intenzione di far agganciare l’Austria alla Germania, con alcuni Tricks e manipolazioni sui voti cercò a tutti i costi di evitare l’aggancio, il ministro dell’interno lo pregò tre volte di non usare la violenza e di non manipolare i voti dei cittadini, senza esito, visto ciò, il ministro dell’interno si incontrò con i suoi colleghi Tedeschi alla quale spiegò tutte le trame e i trucchi che il nuovo Cancelliere usava per annullare l’aggancio dell’Austria alla Germania, sia Hitler che Goering allora Ministro dell’Interno erano preoccupati per le manovre che il nuovo Cancelliere Austriaco metteva in atto, fecero arrivare a lui una lettera nella quale gli si comunicava di lasciar decidere ai cittadini con chi volevano stare e di non manipolare le votazioni, anche questa volta la risposta fu negativa, solo dopo che Goering minacciò di occupare l’Austria con le sue truppe, il Cancelliere Austriaco accettò di lasciar votare i cittadini e di non manipolare le votazioni, detto ciò dette le sue dimissioni e le truppe tedesche entrarono in Austria dopo che i cittadini avevano votato a favore del riaggancio dell’Austria alla Germania. Hitler venne accolto con giubilo e feste, la sua Politica estera aveva ancora una volta funzionato senza spargimento di sangue e con il consenso di milioni di cittadini, nello stesso giorno i cittadini Austriaci si riversarono in quasi tutte le grandi città tedesche, anche i soldati Austriaci avevano libero ingresso in Germania, (Hitler era di provenienza austriaca e Goering aveva vissuto per anni in Austria), il 13 Marzo di quell’anno, Hitler e il nuovo cancelliere Austriaco firmarono il protocollo di aggancio dell’Austria alla Germania in segno di amicizia che esisteva tra i due popoli e di pace, il 99,7% dei cittadini austriaci avevano votato per il SI.

Torniamo un pò indietro, dopo la fine della Grande guerra: la Cecoslovacchia fu una creatura dei Vincitori fondata nel 1919, le repubbliche che ne fecero parte furono la Rep. Ceca, la Rep. Slovacchia e una parte dell’Ucraina, tre regioni che prima di allora non avevano mai avuto una stato, lingua e cultura diversa, 6,7 Milioni Cechi, 3,1 Milioni Tedeschi, 2 Milioni Slovacchi, 700mila Ungheresi e 460mila Ucraini, la popolazione con maggioranza fu scelta quella Ceco/Slovacchia, i Tedeschi che senza fortuna avevano cercato l’aggancio all’Austria dato che vivevano ai confini esterni e quindi si proclamarono “Sudeten Deutsche” furono considerati minoranza, non trovavano lavoro, erano discriminati e anche presi di mira per atti di violenza, nonostante il Trattato di Versaille e Saint German nella quale le minoranze potevano godere della loro Autonomia e libertà di scegliere con chi agganciarsi, fu come al solito ignorato, ciò non permetteva ai cittadini di fare un referendum per poter scegliere a chi e quale stato si volesse appartenere, nel 1920 al fine di evitare sommosse, la Costituzione fu cambiata sempre a sfavore dei Tedeschi, Polacchi e Ungheresi, non avevano alcun diritto di voto e quindi annullava ogni speranza di potersi agganciare alla Germania o Austria.

Nel 1937 per la prima volta i Sudeten Deutsche chiesero al Governo Cecoslovacco di poter ottenere la loro Autonomia senza far richiesta di un aggancio alla Germania, anche Hitler fino allora non aveva avuto alcun dubbio su come i cittadini Tedeschi che vivevano nella Rep. Cecoslovacchia fossero trattati quasi da animali, dopo la richiesta di Autonomia da parte del Presidente dei Sudeten Deutsche, nel 1938 le violenze contro i cittadini Tedeschi aumentarono vertiginosamente fino alle aggressioni per strada e senza che le forze dell’ordine intervenissero pur essendo presenti sul luogo delle aggressioni, subito dopo il Presidente dei Sudeten Deutsche, ormai esasperato chiese l’aggancio alla Germania, per risposta il Governo Cecoslovacco fece applicare il tutte le 13 frazioni Tedesche il coprifuoco, dopo questa decisione anche Hitler decise di chiedere l’aggancio dei cittadini Tedeschi alla Germania dato che vivevano direttamente al confine, il 20 Settembre durante una Conferenza fatta alla svelta alla quale presero parte la Germania, Italia, Francia e Inghilterra, fu firmato un accordo che quelle terre dove vivevano i Tedeschi fosse immediatamente agganciata alla Germania, cosi fu, poco dopo le truppe Tedesche entrarono in quelle terre assicurando ai cittadini tedeschi quella sicurezza che il Governo Cecoslovacco non era stato capace di dare. Ancora una volta Hitler era stato capace senza alcun spargimento di sangue di assicurare ai suoi cittadini un pezzo di terra in cui poter vivere in pace.
Dopo aver ottenuto l’aggancio dei Sudeten Deutsche alla Germania, toccò alla Memel Land, una piccola striscia di terra in Lituania che si affacciava sul Mar Baltico, dopo la prima guerra mondiale fu affidata alla Francia sotto il suo protettorato, il Governo Lituano visto che i cittadini Tedeschi agivano in Autonomia e se la passavano meglio dei suoi cittadini, decise di appropriarsi di quel lembo di terra senza chiedere ordini alla Francia e nemmeno alla Germania, detto ciò Hitler decise di mandare le sue truppe nel Memel a tutela dei suoi cittadini, ne la Francia, la Lituania o L’Inghilterra ebbero qualcosa da dire.

Per l’ennesima volta Hitler, dopo l’Austria fece uso della forza ma senza spargimento di sangue al fin di assicurare ai cittadini Tedeschi che vivevano fuori dalla Madrepatria quella serenità e Autonomia che gli erano state date con il Trattato di Versaille ma che gli Stati a cui erano stati affidati non glielo permettevano, il 22 Marzo del 1939 il Governo Lituano e il Governo Tedesco firmarono il documento di consegna della Memel Land alla Germania dopo che la Francia e l’Inghilterra si erano rifiutate di accettare che la Lituania rimanesse in possesso di quel lembo di terra, la regione Memel, in cambio la Lituania ricevette da Hitler il consenso di uno scambio di merce e mercato libero da qualsiasi controllo e tasse per il periodo di 99 anni.

Rimaneva la città di Danzica con i suoi 340mila abitanti che si trovava in territorio assegnato alla Polonia dopo il Trattato di Versaille, nella città la popolazione era al 97% di Madrelingua Tedesca ed il 3% era costituito da stranieri compresi cittadini Polacchi, nel Trattato di Versaille sia la Francia, l’Inghilterra, l’Italia e l’America avevano dato al Governo Polacco il controllo totale della città, dal commercio alla Politica, il controllo del porto e tutta l’economia, anche se Danzica era stata dichiarata Autonoma, ma il Governo Polacco non era ancora contento, voleva di più ..cioè che la città di Danzica venisse ammessa alla Polonia e che i cittadini Tedeschi lasciassero i loro averi e possedimenti per poi tornarsene in Germania.

Già durante la conferenza di Versaille per la spartizione di territorio, il Governo Polacco si era dimostrato non contento per quello che gli era stato assegnato, il premier Polacco disse che il territorio assegnatogli era solo un acconto di quello che gli spettava, era chiaro che il governo Polacco aveva intenzione di espandere i suoi confini, dal 1920 al 1938 approfittando della debolezza del governo Russo a causa della Rivoluzione, la Polonia si permise di attaccare zone al limite dei suoi confini della Lituania, della Germania e della Cecoslovacchia, occupando ancora più terreno in rispetto al Trattato di Versaille, ne la Francia e l’Inghilterra mossero un dito per far cambiare idea alla Polonia, con queste manovre si erano già costruite le guerre per i prossimi 20 anni.

Nel 1933, l’anno in cui Hitler prese il comando in Germania, il capo Governo Polacco aveva chiesto alla Francia di firmare un Patto nella quale tutte e due gli Stati avrebbero attaccato la Germania in caso di risposta armata dopo le provocazioni a cui era sottoposta da parte della Polonia, solo dopo che la Francia aveva dato un secco NO alle proposte del Governo Polacco, il capo governo Polacco decise di firmare un Patto di non aggressione con la Germania, nel 1934 la Germania e la Polonia firmarono il Documento di non aggressione e di riconciliazione tra i due Popoli, ma rimanevano ancora alcune lacune da chiarire tra i due paesi, appunto la città di Danzica che dopo ripetute richieste della Popolazione e del Governo Tedesco di riaggancio alla Germania, gli alleati si opponevano a tale richiesta, questa richiesta sarà uno dei tre motivi per la quale la Germania fu costretta a dichiarare guerra alla Polonia.

La stessa situazione di Danzica la si vedeva nel territorio della Prussia Est, due terzi della popolazione era di origini tedesche e a causa della sua assegnazione da parte dei vincitori alla Polonia, i cittadini tedeschi erano maltrattati e lo si può ben dire sfruttati, questo è il secondo dei tre motivi, tutte le vie di comunicazioni per il rifornimento energetico della Popolazione tedesca in quelle zone passava sul territorio polacco, strade e ferrovie erano controllate dal governo polacco che incassava enormi somme di denaro per il pedaggio al fine di portare rifornimenti alla popolazione, solo per trasportare il carbone indispensabile per il riscaldamento ed altri fabbisogni, i treni provenienti dalla Germania dovevano cambiare ben otto volte il tragitto prima di arrivare a destinazione e con costi elevatissimi dato che il pedaggio doveva essere pagato in Sloti e non in Marchi, con l’entrata della crisi mondiale e la svalutazione del Marco, la Germania non poteva più permettersi il lusso di pagare elevate somme di denaro per il trasporto delle merci verso Danzica, il governo Polacco chiuse una dopo l’altra tutte le vie di comunicazione tra la Germania e la città di Danzica.

Era chiaro che si cercava di strangolare l’economia della Città, la Polonia si sentiva di avere ragione dato che il Governo tedesco aveva deciso di cambiare il metodo di pagamento per il pedaggio, non più in Sloti ma in Marchi, poco tempo dopo la Polonia minacciò la Germania di chiudere definitivamente tutti collegamenti (anche via mare), il Governo Tedesco fece la proposta di lasciare un corridoio extra territoriale e si impegnava a costruire una linea ferroviaria e un’autostrada a proprie spese al fine di poter rifornire la Prussia Est e i cittadini di Danzica, con questa manovra Hitler cercava di congiungere i suoi connazionali alla madrepatria senza che si arrivasse a uno spargimento di sangue tramite un’alta guerra, poco tempo dopo incominciarono le trattative tra i due Governi, l’offerta di Hitler consisteva nell’offrire alla Polonia la regione contestata (Prussia) al patto che i cittadini Tedeschi avessero la loro Autonomia come previsto nel Trattato di Versaille e che il governo Polacco assicurasse loro che non ci fossero aggressioni nei loro confronti, in fin dei conti era quello che la Polonia ha sempre voluto sin dal 1920 fino alla caduta della Repubblica di Weimar, anche perché nessun capo governo di allora aveva avuto l’intuizione o il coraggio di prendere questa decisione.

Le trattative durarono fino al 19 Gennaio 1939, si capiva che il governo Polacco era più interessato alla motivazione di questa scelta senza dare alcuna risposta concreta, ma era chiaro che l’obiettivo di Hitler era quello di riagganciare la regione dove si trovava la città di Danzica alla Germania, nonostante ciò Hitler fece un compromesso storico, Danzica rimaneva Tedesca ma la parte economica rimaneva alla Polonia, fino ai mesi di Gennaio/Marzo del 1939 Hitler sperava ad una soluzione pacifica da parte della Polonia, ma la sua controparte pensava più a una guerra che a una soluzione che avrebbe fatto contenti sia l’uno che l’altro. Nel mese di Febbraio lo stato maggiore Polacco preparava di già le linee di demarcazione che i tedeschi non dovevano più oltrepassare, anche per i rifornimenti ai suoi cittadini nella Prussia e Danzica, il 4 Marzo il governo Polacco dette l’ordine di preparare un attacco dettagliato alla Germania, un mese prima, Hitler era venuto a conoscenza delle intenzioni del Governo Polacco ed aveva chiesto al suo Stato maggiore di preparare un attacco alla Polonia, Hitler non sapeva che la Francia e l’Inghilterra nel Marzo del 1939 avevano già assicurato alla Polonia il loro appoggio militare in caso di un’aggressione nei confronti della Germania, quindi era chiaro che i dadi (piani) erano già stati gettati sul tavolo, il Governo inglese e quello francese erano quelli che si opponevano ai compromessi di Hitler pur sapendo che lo faceva al fine di congiungere i suoi connazionali alla madrepatria.

Anche l’Ex Cancelliere Tedesco Heinrich Brùning che viveva a Londra in Esilio dopo la caduta della Repubblica di Weimar, si apprestò a far visita a Winston Churchill, pregandolo di intervenire al fine di scongiurare un’altra guerra in Europa, ma senza esito positivo. Churchill dopo aver negato a Burning una risposta positiva gli disse:
"quello che noi vogliamo è la distruzione dell’Economia Tedesca su tutti i fronti e a tutti i costi", quindi era chiaro quali erano i propositi inglesi, francesi e polacchi nei confronti della Germania di Hitler, anche il Console Francese in Berlino disse la sua opinione: ".. è chiaro che dobbiamo vivere assieme ai tedeschi, ma sarebbe meglio che scomparissero dall’Europa, cosi come furono mandati via dalla Spagna gli Arabi".

Il 15 Maggio 1939, il Comandante generale delle forze armate francesi assicurò al Ministro della guerra polacco, il suo totale appoggio in caso di un attacco alla Germania, prendendo l’esercito tedesco alle spalle e a nord per poi chiuderlo una tenaglia senza scampo, il governo polacco credette alle promesse francesi e incominciò con delle provocazioni più aggressive nei confronti della Germania, mentre l’Inghilterra, la Polonia e la Francia si coprivano le spalle tra di loro in caso di una guerra. Hitler continuava con la politica del buon senso al fine di evitare un conflitto armato per la questione con la Polonia, il 28 Aprile, ormai venuto a conoscenza dei piani dl Governo polacco che andava verso la direzione di un conflitto, Hitler decise di riunire tutte le parti del suo partito, dell’esercito e della difesa per un discorso nella quale precisava il suo mantenimento a una soluzione pacifica, nello stesso tempo dichiarava che volente o dolente la città di Danzica rimaneva alla Germania e non ci sarebbero state altre concessioni in riguardo, senza minacciare la Polonia o di aggredirla con la forza, Hitler stesso dichiarò a molti Ambasciatori che se la Polonia avesse accettato quello che lui aveva richiesto, di sicuro questa guerra non si sarebbe fatta.

La Polonia dal canto suo, visto l’appoggio della Francia e l’Inghilterra, decise di rompere il patto di non aggressione con la Germania, inoltre incominciò a marcare i suoi confini fino a Berlino EST, subito dopo cominciarono le aggressioni nei confronti dei cittadini Tedeschi che vivevano in quelle zone, molti vennero arrestati e non vennero più ritrovati, nella Regione Galizia furono a migliaia i Tedeschi arrestati e portati verso l’entroterra della Polonia, i commercianti Tedeschi venivano Boicottati, le fattorie dei contadini Tedeschi vennero prese d’assalto e bruciate, tutti gli animali vennero confiscati e portati via, per tre volte la contraerea Polacca apri il fuoco contro gli aerei che portavano viveri e posta nella città di Danzica, vista la situazione allarmante, nel mese di Luglio e Agosto le minoranze di origini Tedesche che vivevano in Polonia decisero di fuggire in Germania o verso la città di Danzica, giornalmente erano decine di migliaia di persone che cercavano di varcare i confini, chi veniva beccato a passare il confine veniva fucilato sul posto, molti di loro persero la vita mentre durante la notte cercavano di varcare il confine, nonostante ciò le masse non esitavano a dirigersi verso il confine per cercare la loro libertà, poco prima che le truppe Tedesche marciassero verso la Polonia, 80mila cittadini di origine tedesca avevano raggiunto Danzica, nonostante il dramma che si svolgeva contro i cittadini Tedeschi, Hitler pregò ancora una volta il governo Francese e Inglese di prendere delle misure al fine di garantire ai cittadini tedeschi di passare il confine e di contattare il governo Polacco per convincerlo a smettere di provocare con tutte questi atti disumani contro i cittadini di origine tedesca, ma senza risposta.

Dopo 5 anni di conferenze nel cercare di risolvere la questione Danzica e della Prussia in modo pacifico, visto che tutti i negoziati fallivano a causa del veto degli Alleati e l’arroganza del governo Polacco, Hitler decise di risolvere la questione nel modo in cui non avrebbe mai voluto, nell’estate del 1939 mise in marcia il suo Esercito direzione il confine Polacco. 52 Divisioni iniziarono quella che fu una Blitzkrieg, ne la Francia o l’Inghilterra mantennero quello che avevano promesso al Governo Polacco, ebbe inizio la Seconda guerra Mondiale.

Dopo aver constatato le colpe della Francia, dell’Inghilterra e della Polonia, vediamo quale fu la tattica adottata dalla Russia di Stalin al fine di costringere Hitler a dichiarare guerra alla Polonia, dalla quale ne scaturì la seconda guerra Mondiale.

La Russia si trovava ancora in una situazione desolata a causa di una Politica devastante che era successa dopo la prima guerra mondiale, Stalin aveva preso il comando di una nazione con la violenza e repressione, era una persona senza scrupoli e voglia di una coerenza politica con le controparti, sognava ancora la Grande Russia e continuò con la dottrina di Lenin, la conquista dell’Occidente.

Era chiaro che Stalin non credeva ai Comunisti occidentali e quindi non si aspettava alcun aiuto da parte loro, decise di modernizzare l’Esercito cambiando la sua tattica, l’esercito russo si basava sulla difensiva, Stalin lo trasformò in un esercito di offensiva, sognando ancora la rivoluzione Mondiale che prima di lui aveva sognato Lenin, per finanziare il colossale cambiamento del suo Esercito cominciò con il saccheggiare la popolazione, che costò a vita a milioni di persone, uno dei suoi obiettivi era quello di indurre ai contadini di aumentare la produzione di Grano per poi venderlo all’estero, le entrate servirono ad acquistare Tecnologia militare moderna Occidentale per equipaggiare ed rinforzare le sue Armate, senza quella tecnologia era impossibile costruire un Esercito efficiente per sferrare un attacco al resto dell’Europa.

Fino ad oggi la cifra delle persone morte per gli stenti e fame non è stata resa ufficiale a causa delle non registrazioni effettuate dalla Autorità, si sa solo che in Ucraina morirono 5 milioni di persone, l’Ucraina era la numero uno nella produzione di grano, li i contadini venivano sistematicamente sfruttati e trucidati dopo essersi ammalati per le carenze di assistenza medica e nutrimento.

Già nel 1934 la Russia possedeva più carri armati che tutti gli stati Europei messi insieme, nel 1941 poco tempo prima che la Germania la invadesse, la Russia possedeva 24.000 carri armati, la strategia di Stalin si basava su quello che Michail Stowaskieski aveva progettato, lo stesso che gestiva il comitato rivoluzionario, già questa strategia era stata studiata e consolidata all’inizio degli anni trenta, la strategia si basava nel condurre una “Guerra Lampo“ con una massiva presenza di carri armati e Aviazione, non escludendo anche armi chimiche e Gas al fine di entrare il più veloce possibile in territorio nemico, per ottenere ciò, Stalin lasciò costruire il Carro armato denominato "KV" che era stato concepito per poter camminare nelle strade ben costruite delle città Occidentali.

Nell’agosto 1939 si incontrarono a Mosca le Delegazioni francesi e Inglesi, dopo che già nell’Aprile e Giugno dello stesso anno, la Russia e l’Inghilterra avevano preparato dei piani in caso che la Germania avesse attaccato una delle nazioni, le due Delegazioni erano andate in Russia per “costruire“ una guerra contro la Germania anche non ci fosse stato alcun attacco contro di loro da parte della germania, Stalin prese in considerazione le offerte delle delegazioni, ma ribadì che voleva la guerra ed era suo compito scegliere con chi allearsi, era chiaro che voleva prendere tempo ed aspettare le mosse di Hitler, voleva a tutti i costi realizzare i suoi piani dato che per lui ormai la pace non trovava posto nella sua dottrina, volva portare a tutti i costi l’Europa in guerra sotto i suoi aspetti ideologici, anche Hitler cercava un compromesso con Stalin al fine di poter aggredire la Polonia senza che la Russia potesse intervenire, era convinto che entrando in patto con Stalin, la Francia e l’Inghilterra si sarebbero guardate bene nel dichiarare guerra alla Germania, mentre Stalin sapeva che una dichiarazione di guerra alla Polonia da parte di Hitler, la Francia e l’Inghilterra sarebbero a loro volta costrette ad entrare in guerra contro la Germania, questa era l’esatta costellazione che Lenin aveva predetto nel lontano 1920, una guerra totale in Europa al fine di portare una Rivoluzione Comunista in tutto l’occidente, costringendo le nazioni capitaliste a distruggersi l’un contro l’altra.

Il 15 Agosto 1939 una Delegazione Tedesca andò a Mosca e offri a Stalin il compromesso per un patto di non aggressione offrendo alla Russia la metà della Polonia, era quello che Stalin aspettava da tempo, una migliore occasione non si era mai presentata al fine di piazzare le sue truppe cosi vicino all’occidente, il 19 Agosto Stalin radunò il Politbùro a una seduta segreta, chiamati i suoi più fidati collaboratori mostrò finalmente quale era il suo obiettivo: "la domanda è... guerra o pace, siamo nella fase di guerra e la soluzione sta in quale posizione la Russia dovrà prendere, sono convinto che se la Germania firma un patto di pausa o di non aggressione con la Francia e l’Inghilterra non si arriverà ad una guerra e la Germania occuperà tutta la Polonia senza poter intervenire, o la Germania sarà costretta a non attaccare la Polonia, ciò può portare a bloccare i miei piani".

Stalin giocava a guadagnare tempo, anche se la Germania avrebbe occupato la Polonia senza che la Russia fosse stata interpellata, era sicuro che in poco tempo sia la Francia e l’Inghilterra si sarebbero fatte sentire per proporre di nuovo l’offerta fatta all’inizio del 1939, Stalin voleva che in Europa ci fosse una guerra lunga fino allo stremo della Germania, Francia e Inghilterra per poi passare al contrattacco con il suo esercito ancora intatto e ben equipaggiato, questo era il suo interesse, la mossa di Stalin lasciò di stucco la Francia e l’Inghilterra quando decise di chiudere ogni iniziativa di colloqui con i due Stati e firmò un Patto di non aggressione con la Germania e la divisione della Polonia, era chiaro che voleva a tutti i costi una guerra come aveva sempre sperato, con questo patto Hitler ebbe via libera per un’aggressione contro la Polonia, ma stranamente come previsto un attacco contro la Polonia per il 26 Agosto 1939, Hitler decise di trattare ancora con la Polonia, al fine di ottenere quello che aveva richiesto alla Polonia per poter congiungere la città di Danzica alla Germania, chiese ancora una volta all’Inghilterra di fare da ambasciatore e porre fine alla questione “Danzica”.

Nello stesso tempo offri all’Inghilterra un patto di amicizia e di non aggressione, cercava in tutti i modi di togliere di mezzo tutte le contraddizioni tra i due Stati e di vivere in pace, inoltre Hitler offriva alla Polonia il suo aiuto in caso di un attacco da parte della Russia e avrebbe lasciato che truppe Inglesi si posizionassero da cuscinetto tra la Germania e la Polonia lasciandole transitare in Germania in caso di aggressione, il governo Inglese prese in considerazione le offerte di Hitler, ma nello stesso tempo formulava al Governo Polacco la seguente: "conferenze e dibattiti si... ma senza accettare alcun compromesso e offerte da parte di Hitler, per un paio di giorni il governo inglese giocò a “gatto e topo”.

Quello che passa storicamente come una colpa del Governo americano per lo scoppio della seconda guerra Mondiale è il fatto che il Presidente Roosevelt sapeva che Hitler aveva promesso la metà della Polonia alla Russia in caso di un attacco e occupazione, ma non la comunicò al governo Polacco, Roosevelt stesso disse che il Governo Polacco doveva essere cosciente che la città di Danzica era Tedesca e dopo il Trattato di Versaille doveva essere riconsegnata alla Germania ed avrebbe evitato di perdere anche il resto della Polonia, il 30 Agosto Hitler fece un altro tentativo per risolvere la questione Danzica, offri una parte delle regioni riammesse alla Germania in cambio di Danzica al fine di chiudere finalmente la questione, inoltre chiese che si lasciasse decidere alla popolazione se costruire un corridoio umanitario in caso di una risposta negativa da parte del governo Polacco, con l’opzione che i cittadini avrebbero potuto avere la possibilità di decidere se rimanere Tedeschi, Polacchi o Autonomi.

Le offerte erano più che accettabili dato che la città di Sidingen sarebbe rimasta alla Polonia e che la Germania si sarebbe occupata di guardarne le funzionalità in maniera corretta, il governo Polacco rifiutò tutte le offerte attenendosi a quello che il governo Inglese le aveva suggerito di fare, il 31 Agosto finirono tutte le conferenze assoldate per porre fine alla questione Danzica senza che si sia arrivati ad un compromesso che avrebbe soddisfatto ambedue le parti, nonostante molti delegati del governo Inglese ammisero che le offerte fatte da Hitler erano la migliore occasione per evitare una guerra, il governo Polacco mobilitò le sue truppe sempre su ordine del Governo inglese.

Hitler stesso disse:"ho paura che all’ultimo minuto qualche “Schweinehund” porco cane venga a farmi qualche compromesso" (da Considerare che al processo di Norimberga l’accusa disse che Hitler non aveva mai fatto delle offerte e che non si era mai premurato di evitare lo scoppio delle Guerra).

Ancora nel tardo pomeriggio del 31 Agosto Hitler cercò di prendere contatto con il Governo Polacco per un diretto confronto per risolvere la questione, il governo Polacco non si premurò nemmeno a dare una risposta, poche ore dopo Hitler ordinò alle sue truppe di invadere la Polonia. Il 31 Agosto durante il raduno al Reichtag, Hitler annunciò che alle ore 5,45 del 1 Settembre 1939 le truppe tedesche sarebbero marciate al confine con la Polonia oltrepassandolo per riprendersi quello che apparteneva alla germania.

Il 3 Settembre la Francia e l’Inghilterra dichiararono guerra alla Germania come previsto nel Documento firmato con la Polonia, tutte le colonie Francesi e Inglesi furono chiamate a sostenere la guerra contro la Germania anche fuori i confini della madrepatria, il Piano del governo Inglese di portare la Germania dichiarare guerra alla Polonia era riuscito, la città di Danzica, i diritti dei cittadini Tedeschi e il corridoio negato alla Germania portarono a quasi 6 anni di Guerra.

Durante la campagna in Polonia Hitler stesso dette ordine di salvare più civili possibili, mentre la propaganda Polacca incitava a dare la caccia ai cittadini con origine Tedesca e di origine Mista Polacco/Tedesca, solo nella città di Varsavia vennero massacrati 5.000 cittadini con doppia provenienza, le violenze furono commesse dalla Polizia stessa e di cittadini Nazionalisti, le donne vennero prima violentate e poi uccise fuori dalla città, vennero confiscate le abitazioni e i negozi di proprietà ai Tedeschi, durante il loro ritiro le truppe Polacche non lasciavano nulla che si muovesse, fu la prima volta nella storia della guerra moderna che fu applicata la dottrina di “Guerra bruciata” al fine di non lasciare nulla che possa servire al nemico nella città di Bromberg furono massacrati 1.000 cittadini di origini Tedesche a colpi di bastone dopo essere stati martoriati per ore, la situazione drammatizzò quando le truppe Polacche durante la loro ritirata dette ordine che molti soldati si vestissero da civili e incominciassero a sparare sulle truppe tedesche, cominciando cosi una falsa Guerra Partigiana.

Il 4 Settembre cominciò la guerra tra la Germania e l’Inghilterra, 16 Bombardieri attaccarono le navi nel Porto di Cuxhaven, il giorno dopo cominciò la caccia alle navi Inglesi da parte dei sommergibili Tedeschi, il 6 Settembre Hitler dette l’ordine di non attaccare le navi Francesi, sia civili che militari, cercava ancora di evitare che la Francia si immischiasse in quella Guerra, il 10 Settembre l’Inghilterra violò la neutralità del Belgio facendo volare i suoi aerei a bassa quota, con questa mossa cercava di far entrare quel Paese neutrale in guerra contro la Germania, il 12 Settembre le truppe Inglesi sbarcarono nel continente a dar man forte ai Francesi, mantenendo la sua promessa, la Francia non aveva ancora attaccato la Germania e viceversa, nel frattempo la Francia aveva mobilitato 80 Divisioni al confine con la Germania e la Svizzera, la germania aveva solamente 11 Divisioni a disposizione per il confine con la Francia, stranamente non ci fù alcun attacco da parte della Francia al fine di alleggerire l’attacco alla Polonia e nemmeno alcun aiuto da parte degli inglesi, il tutto rimase come il 1 Settembre senza che la Polonia abbia usufruito del tanto aiuto promesso dalla Francia e Inghilterra.

Mentre la Polonia veniva messo a ferro e fuoco dalle truppe tedesche, il 7 Settembre si riuniva a Mosca il comitato per la sicurezza sotto il patrocinio di Stalin, pochi erano coloro che furono ammessi alla riunione, Stalin disse durante il suo discorso: "quello che volevamo è successo, lasciamo che questi gruppi di stati capitalisti si scannino tra di loro, noi abbiamo tempo, Hitler non ha capito nulla ed è caduto nella trappola".

Ma i piani di Stalin sembravano aver avuto qualche cambiamento, mentre pensava che le truppe polacche avrebbero dato filo da torcere a ai Tedeschi, Stalin stesso fu sorpreso dalla velocità di conquista da parte delle truppe tedesche, visto ciò dette l’ordine alle sue truppe di marciare verso il confine con la Polonia per prendersi la sua parte, il governo inglese da parte sua visto il successo delle truppe tedesche e il movimento delle truppe Russe, ordinò a Stalin di ritirarsi dal territorio polacco, se non lo avrebbe fatto l’Inghilterra e la Francia avrebbero dichiarato guerra alla Russia, ma il tutto rimase cosi come era, la Russia entrò in Polonia, quattro settimane dopo i governi francese e inglese presero in segreto contatti con il governo russo per cominciare una guerra contro la Germania.

Il 16 Settembre un parlamentare del governo tedesco andò dal comandante delle truppe Polacche in Varsavia, offrendo loro di non bombardare la città e di consegnarsi alle truppe tedesche, se cosi non fosse la città sarebbe stata considerata una Fortezza Militare dato che c’erano più soldati che civili e sarebbe stata rasa al suolo, il comandante rifiutò l’offerta, il governo tedesco mando una seconda volta i suoi parlamentari dando un ultimatum fino alle ore 22,00 di quel giorno, anche questa offerta fu rifiutata ed il comandate delle truppe dette ordine di scavare trincee e di combattere, anche i civili furono costretti a prendere parte ai combattimenti per la difesa della città, ultimo tentativo fu fatto buttando tramite aerei dei volantini sulla città, negativo... Il 26 Settembre cominciò il bombardamento tramite Artiglieria da parte delle truppe tedesche, 24 ore dopo Varsavia fu presa dalle truppe tedesche, furono 40.000 tra i morti e i feriti, dalle quali anche molti civili.

29 giorni dopo l’inizio del conflitto la Polonia si arrese alle truppe Tedesche e Russe che come accordato si divisero quella che voleva diventare la grande Polonia. Una settimana dopo la resa della Polonia, Hitler fece la richiesta di pace e un patto di non aggressione alla Francia e Inghilterra, inoltre offri che si sarebbe ritirato dalla Polonia occupata, ma avrebbe tenuto la città di Danzica e le regioni occupate dal Governo Polacco durante le piccole aggressioni fatte in tempo di pace e che se ne era appropriata, anche questa volta il Governo inglese e quello francese rifiutarono l’offerta.

Nel frattempo al confine con la Francia tutto era rimasto come il 1 Settembre, nessun colpo era stato sparato da ambedue le parti, mentre in mare infuriava la battaglia tra la Marina Tedesca e quella inglese, ormai si era capito che l’obiettivo di Churchill non era il salvataggio della Polonia, ma la distruzione della Germania.

Il 30 Novenbre 1939 la Russia attaccò la Finlandia senza dichiarare guerra, voleva solo migliorare la sua posizione geografica in vista della Guerra ormai in atto, il piccolo esercito Finlandese 160.000 soldati, combattè un mese provocando alle truppe Russe la perdita di 130.000 uomini, solo nel mese di marzo 1940 dichiarò la capitolazione arrendendosi alle truppe russe.

Il 2 Marzo ed il 6 Aprile 1940, il governo tedesco offri ancora una volta alla Francia e l’Inghilterra la possibilità di finire le ostilità e firmare un trattato di pace e di lasciare il territorio polacco conquistato, come risposta l’Inghilterra cominciò a depositare mine nel mare Norvegese senza chiederne l’autorizzazione, tre giorni dopo l’ultimo tentativo di Hitler di finire le ostilità, la Francia, Germania e l’Inghilterra attaccarono Norwik per impossessarsene dato che era un punto strategico per il passaggio di navi con merce per le truppe tedesche al nord, dopo alcune settimane le truppe tedesche occuparono tutta la Norvegia.

Il 10 Maggio l’Inghilterra invade l’Islanda senza dichiarare guerra, lo stesso giorno la Germania attaccò la Francia dopo che il comando Tedesco era riuscito a sapere che truppe Inglesi in consistenti trasporti erano state sbarcate in Francia, in sei settimane la Francia dovette capitolare di fronte a delle truppe tedesche ben addestrate e ben organizzate, nonostante ciò Hitler cercò ancora una volta di venire incontro al governo Inglese lasciando che le truppe inglesi ormai allo stremo e circondate a Dunkerque potessero tornare in Patria “negativo”.

Il 20 Giugno anche l’Italia dichiarò guerra alla Francia che nel frattempo si era arresa alla Germania, il 1 settembre 1940 in Russia fu introdotto il servizio militare obbligatorio per tutti gli uomini dai 18 anni in su, subito dopo la Russia occupò alcuni territori che la germania aveva conquistato durante la campagna Polacca, anche una parte della Romania fu occupata senza dichiarazione di guerra da parte russa, senza che nessuna nazione occidentale lo sapeva, Stalin aveva annullato tutti i patti di non aggressione, solo Churchill era conoscenza di questo ma non disse nulla ai stati belligeranti, nei territori occupati la Polizia russa fece sterminio della popolazione, senza esclusione a quale nazionalità appartenevano, da parte di Londra e Parigi non ci fu alcuna critica o protesta, poco tempo dopo la Romania chiese aiuto alla Germania che inviò le sue truppe a difesa dei confini Rumeni.

Il 19 Luglio dopo la conquista della Francia, Hitler fece un altro appello all’Inghilterra al fine di finire le ostilità, negativo, la guerra continua.

Nel mese di Settembre, l’America dette all’inghilterra 50 Incrociatori per poter continuare la sua battaglia via mare contro la Germania, da considerare che l’America era ancora “Neutrale” e non aveva dichiarato guerra alla Germania, già il 2 Agosto, servizi segreti tedeschi avevano captato una dichiarazione di Stalin che era pronto ad attaccare gli Stati Occidentali, anche la Germania con la quale aveva firmato il patto di non aggressione.

In Inghilterra, malgrado la miserabile situazione militare, erano meravigliati nel vedere che Hitler, tramite corrieri segreti aveva fatto pervenire al loro Governo ben 2 dozzine di offerte di pace, in 18 pagine strettamente segrete, anche da altre fonti private erano arrivate al governo inglese delle richieste di smettere con le ostilità, nelle richieste si specificava come accettare le iniziative di pace di Hitler senza che fosse toccata la neutralità Britannica ed assicurando alla Polonia di ottenere il suo territorio libero dalle truppe tedesche, persino il Vaticano si era espresso a favore di un compromesso con Hitler, ma Churchill era contrario a tutte le richieste pervenute, pur sapendo che l’inghilterra da sola non sarebbe mai riuscita a sconfiggere le truppe di Hitler, quindi cercava di guadagnare tempo al fine di portare dalla sua parte la Russia e di far entrare l’America in guerra contro la Germania.

Questa era la dottrina ideologica dell’apparato Politico Inglese, milioni di morti per il bene delle dell’industria bellica e dei banchieri.

Le citazioni del Ministro degli affari esteri inglese:

"Il nemico è il Terzo Reich e non il Nazismo, per coloro che non lo hanno ancora capito dico che le possibilità di un compromesso sono passate, la battaglia continua fino alla fine, anche fino alla fine più amara, abbiamo rifiutato più di 2 dozzine di compromessi e richieste di Pace".

Il 12 Novembre il ministro sovietico Molotov si recò in Germania per cercare di ottenere dalla Germania ancora più territori per assicurarsi una zona di cuscinetto, Finlandia, Bulgaria, Romania, Yugoslavia, la zona dei Dardanelli e una zona in Danimarca, inoltre Molotov dichiarava che altre zone verso l’India e il Golfo Persico erano le sue prossime tappe.

“Da notare le posizioni dove si trovano i territori della quale la Russia ne faceva richiesta, circondavano tutta la Germania”, naturalmente Hitler disse di no, la sera stessa dopo aver capito in quale trappola era caduto, decise di invadere la Russia al fine di evitare una massiccia invasione da parte di essa, Goebbels aveva predetto tutto ciò, Stalin si teneva fuori da ogni conflitto al fin di lasciar indebolire la Germania, la Francia, la Polonia, l’Inghilterra per poi passare al contrattacco con le sue Armate modernizzate e ormai alle porte dell’occidente, subito dopo il ritorno di Molotov a Mosca, Stalin mise in movimento l’esercito per una guerra di espansione e non di difesa come aveva sempre propagandato agli stati Occidentali.

Il 28 Ottobre 1940, credendo di aver una supremazia militare, Mussolini ordinò di invadere la Grecia e la Yugoslavia, come in Africa l’attacco fini in un disastro, nel 1941 l’Inghilterra mandò le sue truppe nei Balcani a contrastare l’avanzamento delle truppe Italiane, anche in Africa, facendo decine di migliaia di prigionieri, solo allora Mussolini chiese aiuto a Hitler per uomini, mezzi e armi, Hitler non voleva che l’Italia uscisse fuori dalla Guerra sconfitta dagli inglesi, mandò subito uomini e mezzi nei Balcani e Africa, in 11 Giorni la Wehrmacht occupò tutta la Yugoslavia e la Grecia in 3 settimane, in Africa le truppe tedesche respinsero gli Inglesi fino ai confini con la Libia e Egitto, in due mesi, l’Italia fu per il momento salvata, ma il prezzo pagato dalle truppe tedesche fu alto.

Il 5 Maggio 1941 Stalin lasciò cadere la maschera, in un discorso tenuto nella sala dell’Accademia Militare dichiarò: "siamo giunti al momento decisivo, l’Armata Rossa è modernizzata e un esercito modernizzato con alta tecnologia di armi non può rimanere un esercito di difesa, da oggi in poi saremo un esercito di offensiva".

La guerra contro la Polonia e la Finlandia non era una guerra di difesa, ma di offensiva, quindi non era come Stalin abbia fatto sempre credere, sapeva di già quale sarebbe stata la reazione da parte di Hitler dato che Hitler stesso era venuto a conoscenza del Patto fatto tra Stalin e Churchill, provocare la Germania fino a portarla ad invadere la Russia, Stalin era sicuro che il suo esercito avrebbe conquistato la Germania in poco tempo, ma cosi non fu. Hitler per non essere sopraffatto dall’attacco Russo, diede ordine di invadere la Russia, il 22 Luglio 1941, appena passate le linee Russe, le truppe tedesche si trovarono di fronte a 6 Milioni di uomini e mezzi ammassati al confine pronti ad invadere tutto l’occidente, più di 150 Aeroporti abbandonati erano stati rimessi a nuovo a meno di 100 Km dal confine con la Germania, zeppi di Aerei da combattimento e truppe corazzate, 25.000 carri armati e 19.000 Aerei erano stati portati in sordina al confine per l’imminente invasione da parte Russa all’Occidente, nei due mesi successivi più di 2 Milioni di soldati Russi finirono in Prigionia, colti di sorpresa dalle truppe tedesche e dalle loro mine che a milioni loro stessi avevano depositato come “cuscinetto“ che impedirono loro una rapida ritirata, si arresero a battaglioni interi molti non avevano avuto il tempo di sparare un solo colpo.

Nonostante la rapida vittoria sulle truppe Russe, Hitler era scettico quando i suoi Generali dicevano che prima dell’inverno sarebbero arrivati a Mosca e conquistato tutta la Russia, per Hitler la Russia era come la Nave Fantasma “L’Olandese volante” compariva sempre quanto meno te l’aspetti.

L’esercito Russo adottò la stessa tattica che avevano adottato i Polacchi, fecero togliere la divisa a migliaia di soldati costringendoli a vestire da civili e cominciare una guerra da “Partigiani”, tutti i soldati Tedeschi che venivano fatti prigionieri, venivano semi spogliati, con le mani legate alla schiena portati lontani dal fronte e massacrati, per ognuno di loro erano a disposizione 50 pallottole da sparare alla schiena per poi lasciarli in pasto ai cani randagi e altri animali che infestavano la zona, era chiaro che Stalin non voleva far prigionieri dato che le risorse dovevano bastare per il suo Esercito, neanche Medici, Sanitari e altri ausiliari venivano risparmiati.

Da notare che la Wehrmacht segnava e filmava tutti i crimini di guerra fatte anche dai suoi soldati, ma nonostante ciò, ancora oggi non si trovano documenti nella quale possa provare che soldati Tedeschi abbiano sparato a soldati prigionieri alle spalle e con mani legate alla schiena, già Lenin stesso aveva accennato durante la conferenza di Ginevra nel 1907 e nel 1929 di trattare i prigionieri di guerra con tutti i massimi rispetti, strano che la Russia fu l’unica nazione a non firmare quel Trattato, mentre le truppe Tedesche cominciavano a rallentare con l’arrivo delle temperature rigide invernali, l’America pur non ancora aver dichiarato guerra alla Germania, riforniva la Russia con Armamenti di tutti i tipi e misure.

I Rotschild & Co. avevano ottenuto quello che da decenni avevano programmato, la conquista del continente Europa con le solite manovre sovversive e Criminali, usando Politici senza scrupoli di coscienza e capi di stato compiacenti Massoni assatanati di potere e Denaro.

PS: Da notare che la tattica di Terra Bruciata adottata dai Polacchi fu adottata anche dai Russi durante le loro ritirate, nelle mani delle truppe Tedesche si trovano 3,5 Milioni di soldati Russi che a causa della dottrina di Stalin molti di loro non potettero essere riforniti con viveri e medicinali, furono lasciati al loro destino ancora vivi, la logistica tedesca non potette rifornire neanche i suoi soldati, amici e nemici si trovarono nella stessa situazione, molti soldati Russi/Ucraini decisero di passare dalla parte dei Tedeschi dato che l’ordine di Stalin era quello di Fucilare tutti coloro che si erano arresi ai tedeschi.

Corrado Belli

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Come gli USA provocarono la II guerra mondiale


La Camorra e Garibaldi 1/2

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Giuseppe Ressa
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